Cosa sappiamo della Superlega Europea?

Marco Deiana
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"Abbiamo accettato di entrare in una Superlega europea di club. Questa decisione dovrà essere ratificata dalla prossima assemblea". Partiamo dalle dichiarazioni di Josep Maria Bartomeu, presidente dimissionario del Barcellona. Durante la conferenza stampa d'addio di ieri (27 ottobre 2020, ndr), l'ormai ex massimo dirigente blaugrana ha sganciato la bomba. Il Barça ha detto sì alla Superlega Europea. Da qui potrebbe partire la rivoluzione del calcio europeo. Il percorso è lungo e non privo di ostacoli, ma le voci sulla creazione di questo nuovo torneo si fanno sempre più insistenti. Ma di cosa si tratta? Qual è l'idea base?

Rottura con la UEFA?

Da ormai diversi anni le voci su una possibile scissione delle cinque principali leghe europee dalla UEFA si fanno sempre più imponenti. Le cinque principali Federazioni (Francia, Germania, Inghilterra, Italia e Spagna) non si sentono totalmente tutelate. Ma non è solo questione di tutela. Il vero motivo dei contrasti tra le due parti è di natura economica.

La presenza di squadre meno conosciute e dalla tradizione europea marginale, non permettono alla UEFA - secondo le big five - di fare il salto di qualità dal punto di vista economico. Per farla breve: un torneo riservato solo alle migliori squadre d'Europa garantirebbe un ritorno economico importante, permettendo ai club continui investimenti sul mercato.

Ma in casa UEFA le idee sono completamente differenti. Anzi, a dirla tutta la Federazione starebbe valutando l'idea di allargare la Champions League a 36 club (quattro in più rispetto alle attuali 32 formazioni che partecipano alla fase a gironi della competizione).

Il nome e il finanziatore

C'è un nome: European Premier League. C'è anche una Federazione d'appoggio: la FIFA. C'è anche un ricco investitore: JP Morgan. C'è tutto ciò che serve per un progetto potenzialmente devastante che di fatto potrebbe rivoluzionare il mondo del calcio.

Sul piatto ci sono 5 miliardi di euro, soldi che verrebbero finanziati dalla banca d'affari americana per la creazione della Superlega Europea. Cifra che poi verrebbe restituita con il ricavato dalla cessione dei diritti televisivi. E proprio su questo punto si gioca una carta molto importante.

La UEFA sta valutando l'idea di abbassare i premi per le squadre partecipanti a Champions e Europa League (a causa della crisi che ha colpito tutto il mondo). Le big europee non sono (naturalmente) d'accordo con questa ipotesi e sono pronte a rilanciare il torneo dedicato solo alle miglior formazioni europee.

Format del torneo e società partecipanti

Secondo le prime ipotesi, si tratterebbe di un torneo a 18 squadre, senza retrocessioni né promozioni. Una lega aperta solamente alle società dei cinque principali campionati europei (Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1) scelte a seconda del loro percorso storico in campo internazionale e del bacino di tifosi.

La Superlega Europea (o European Premier League) si disputerebbe con partite d'andata e ritorno tra le 18 squadre partecipanti, seguite poi da una fase ad eliminazione diretta fino ad arrivare alla finalissima. Si giocherebbe durante la settimana (sostituendo di fatto Champions ed Europa League).

Sarà un torneo a trazione inglese. L'idea parte proprio dalle big di Premier League, non a caso il campionato che riesce ad incassare più soldi sul fronte dei diritti televisivi. Cinque società inglesi sarebbero sicure di partecipare. Si tratta di: Arsenal, Chelsea, Liverpool, Manchester City e Manchester United. Rimane il dubbio sul Tottenham.

Passando agli altri paesi la Francia sarebbe rappresentata dal Paris Saint-Germain, la Germania dal Bayern Monaco, l'Italia dalla Juventus e la Spagna da Barcellona e Real Madrid, con il dubbio Atletico Madrid.

L'Italia, ad oggi, avrebbe la certezza del posto solamente con la Juventus. Il Milan si è fatto da parte (Gazidis ha dichiarato di non aver mai pensato alla Superlega), l'Inter e la Roma potrebbe essere due squadre potenzialmente interessate a questa competizione. Senza dimenticare il Napoli: più volte il patron De Laurentiis ha spinto per la creazione di un campionato europeo per club aperto solo a pochi club.

Un'idea sicuramente rivoluzionaria, ma - ad oggi - è solamente, appunto, un'idea. E se in un primo momento si pensava ad un inizio nel 2024, nelle ultime ore si sta valutando l'ipotesi di accorciare i tempi e far partire il tutto dalla stagione 2022-23. Non mancano gli ostacoli. Il presidente della FIFA (la stessa FIFA che dovrebbe garantire l'appoggio a questo torneo), Gianni Infantino per ora snobba la SuperLega: "Io sono interessato al Mondiale per Club. Per me non è una questione di Bayern Monaco contro Liverpool ma di un Bayern Monaco contro Boca Juniors. Voglio che i club al di fuori dell'Europa abbiano un appeal globale in futuro".

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