Costi bassi, meno tasse e tanto talento: perché il Milan compra all'estero

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Il Milan è senza dubbio la società italiana più attiva sul mercato. I rossoneri hanno speso oltre 50 milioni di euro per rinforzare la rosa di Stefano Pioli e offrire maggiori garanzie in vista della prossima stagione, che li vedrà impegnati tra Serie A, Coppa Italia e Champions League. Dalle conferme di Sandro Tonali, Fikayo Tomori e Brahim Diaz agli arrivi di Olivier Giroud dal Chelsea, Fodé Ballo-Touré dal Monaco, Mike Maignan dal Lille. Con il settimo acquisto che potrebbe essere Kaio Jorge del Santos. Ma per quale motivo il Milan ha deciso di orientare i propri investimenti sul mercato internazionale e attingere poco dall'Italia? Come rivelato dall'edizione odierna di Tuttosport, la nuova filosofia rossonera si basa su una strategia ben definita.

Brahim Diaz | Pier Marco Tacca/Getty Images
Brahim Diaz | Pier Marco Tacca/Getty Images

Molti talenti che giocano all'estero non hanno prezzi folli come quelli che militano in Serie A, e soprattutto vengono svezzati prima dai club di appartenenza. Un calciatore di 20 anni, con molta probabilità, ha già esordito in Liga, Ligue 1, Premier League o Bundesliga. Ma non Italia, dove è ancora considerato una scommessa da valutare nel corso degli anni. Inoltre, gli sgravi fiscali legati al Decreto Crescita favoriscono l'acquisto di giocatori dall'estero, permettendo alle società di pagare meno tasse sull'ingaggio lordo (in caso di residenza fiscale in Italia per 24 mesi consecutivi).

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