Cristante: "Mourinho, non vedo l'ora. E voglio vincere anche con la Roma"

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È risaputo come l'appetito venga mangiando, un vecchio adagio valido per tutti, anche per Bryan Cristante. Il centrocampista della Roma ha fatto parte della spedizione vincente della Nazionale italiana che è tornata a casa con la Coppa dell'Europeo, vinto in finale contro l'Inghilterra. E ora Cristante, appunto, non ha voglia di fermarsi. Lo ha ribadito in un'intervista esclusiva rilasciata al Corriere dello Sport che vi riportiamo.

Bryan Cristante | Visionhaus/Getty Images
Bryan Cristante | Visionhaus/Getty Images

Finiti i festeggiamenti, un po’ di riposo.

«Mi sto godendo questa vacanza giorno dopo giorno. A quasi una settimana dalla finale, mi rendo sempre più conto dell’impresa che abbiamo centrato».

Il titolo europeo, la sua più grande soddisfazione da calciatore.

«Non c’è dubbio. E’ stata importante per me, per tutti, ma non solo a livello calcistico. E’ stata importante per la Nazione, non si vinceva da 53 anni questo titolo, farà bene a tutto il movimento, abbiamo fatto trascorrere belle serate agli italiani, ce n’era bisogno, dopo tutto quello che abbiamo passato».

L’immagine di lei che tiene la testa di Spinazzola in lacrime per il grave infortunio al tendine ha fatto il giro del mondo. E’ una delle foto più belle dell’Europeo.

«Con Spina c’è un rapporto consolidato. Da ragazzini abbiamo giocato insieme all’Atalanta, adesso da due anni siamo insieme nella Roma. Ho capito subito che stava vivendo un momento difficile, ho cercato di stargli vicino, di dargli coraggio. Come ho detto a lui tornerà più forte di prima, tornerà al massimo, più del cento per cento».

Bryan Cristante | Gabriele Maltinti/Getty Images
Bryan Cristante | Gabriele Maltinti/Getty Images

E' arrivato Mourinho. Ha già parlato con lui?

«Solo due chiacchiere veloci. I complimenti per l’Europeo e il benvenuto. Ci conosceremo meglio quando arriverò in Algarve».

Le sue caratteristiche sembrano ideali per fare il centrale in mezzo al campo nel 4-2-3-1 di Mourinho, anche se lo scorso anno ha giocato quasi sempre da difensore.

«Ho sempre detto che mi sento centrocampista, ci sono stati momenti di emergenza in cui mi sono spostato dietro. Con Mourinho vedremo come giocheremo. Ancora non lo so».

Mourinho è tornato in Italia dopo più di dieci anni. Aveva vinto tutto all’Inter, poi ha fatto altre esperienze importanti al Real Madrid e in Premier. Ritroveremo un allenatore diverso?

«Quando era all’Inter non l’ho incrociato, non so bene che tipo di allenatore fosse. Certo è forte, dove è andato ha vinto, è uno dei più grandi degli ultimi anni. Lo conoscerò in Portogallo, di sicuro non ha bisogno di presentazioni».

José Mourinho | Luciano Rossi/Getty Images
José Mourinho | Luciano Rossi/Getty Images

Da tredici anni la Roma non vince un trofeo e da venti non è campione d’Italia. L’arrivo di Mourinho fa sperare i tifosi.

«Dobbiamo crederci, noi partiamo per cercare di vincere tutte le competizioni, vogliamo giocarci tutto. Vincere è la cosa più difficile, ma abbiamo l’obiettivo di riportare un trofeo che manca da tanto tempo».

La vittoria nell’Europeo le ha trasmesso più convinzione nei suoi mezzi?

«Ho sempre creduto in me stesso. Questo successo è stato importante per tutti. Ho sempre avuto fiducia nelle mie qualità e questa convinzione non è mai venuta meno».

Nella conferenza stampa di addio De Rossi disse: “Vorrei altri cento giocatori come Cristante”. Una bella investitura che premia il suo senso di appartenenza.

«Mi ha fatto molto piacere che Daniele, che è stato uno dei migliori centrocampisti italiani, abbia speso quelle bellissime parole nei miei confronti».

Il suo apporto in Nazionale è stato prezioso?

«Ha smesso da poco, quindi è ancora molto bravo a rapportarsi con allenatore e giocatori. Ha fatto da trait d’union e lo ha fatto bene».

Zaniolo nel primo test stagionale contro il Montecatini | Fabio Rossi/Getty Images
Zaniolo nel primo test stagionale contro il Montecatini | Fabio Rossi/Getty Images

Zaniolo può essere il primo rinforzo della Roma?

«Sappiamo che è un giocatore fortissimo, ci darà sicuramente il suo aiuto per cercare di vincere, lo aspettavamo».

Pellegrini e Mancini sono rimasti fuori in extremis dall’Italia campione. Cercheranno il riscatto nella Roma?

«Meritavano di esserci all’Europeo, speriamo che al Mondiale ci saranno per vincere. Sono giocatori forti, da Nazionale».

Rui Patricio e José Mourinho | Fabio Rossi/Getty Images
Rui Patricio e José Mourinho | Fabio Rossi/Getty Images

Rui Patricio è il primo acquisto.

«Non seguivamo molto il mercato durante l’Europeo e non lo seguo ora in vacanza. Sicuramente è un portiere forte, ci aiuterà».

La Roma così com’è è competitiva?

«Lo era già nella passata stagione. Fino alla flessione eravamo vicini ai primi posti. Abbiamo dimostrato il nostro valore arrivando in semifinale di Europa League. Anche con gli innesti che arriveranno faremo buone cose».

Ryan e Dan Friedkin | Paolo Bruno/Getty Images
Ryan e Dan Friedkin | Paolo Bruno/Getty Images

Che idea si è fatto dei Friedkin?

«Sono arrivati con le idee molto chiare, sono sempre presenti, serissimi nel gestire la società. Ci hanno aiutato in tutto, hanno fatto un grande acquisto come Mourinho, il loro obiettivo è vincere».

La presenza del presidente è importante?

«Lui e suo figlio tutti i giorni al campo, la dimostrazione che vogliono portare avanti un progetto importante. A noi fa piacere e ci trasmette la voglia di crederci con tutte le forze. Vincere è una questione di dettagli, avere il presidente con noi aggiunge qualcosa in più».

Finalmente i tifosi potranno tornare allo stadio.

«Sarà importante riaverli al nostro fianco. Ho avuto la fortuna di vedere gli stadi pieni, è un altro sport. I nostri tifosi sono molto passionali, ci daranno una mano come sempre in passato».

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