Cristiano Ronaldo e il dilemma shakespeariano della Juve: ma la scelta giusta è solo una

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Cedere o non cedere Cristiano Ronaldo? Questo è il dilemma. Un dilemma shakespeariano per la Juventus che ha scelto di ripartire dopo il quarto posto con Pirlo, affidando nuovamente la panchina a Massimiliano Allegri. Il tecnico però avrà ampi poteri sul mercato, lavorerà a stretto contatto con Cherubini.

Allegri ha firmato un lunghissimo contratto, fino al 2026. E' lui il vero trionfatore. Agnelli ha dimostrato di essersi pentito della scelta di due anni fa ma questi sono segnali importanti anche sul nuovo corso della Juventus.

Cristiano Ronaldo | Gualter Fatia/Getty Images
Cristiano Ronaldo | Gualter Fatia/Getty Images

Il presidente bianconero ha scelto di affidare un nuovo progetto, ad ampio raggio, all'allenatore toscano. E dunque, bisognerà prendere le decisioni giuste. La prima è spinosa: cosa fare con Cristiano Ronaldo? Bisogna cedere il giocatore per fare mercato e liberarsi di un peso a livello economico o tratternerlo provando a costruire intorno una quadra competitiva per tornare al vertice? Parlare di un addio forzato di CR7, con i suoi numeri, è pura blasfemia. Specie pensando a cosa è accaduto alla Juve tre anni fa nelle settimane del suo arrivo. Quell'euforia però si è dissipata nel tempo. CR7 ha fallito la missione europea ma ha contribuito agli altri successi italiani della Vecchia Signora.

Ora però si è arrivati a un bivio: continuare o lasciarsi da buoni amici? La decisione finale spetterà a lui. E' stato lui a scegliere di lasciare il Manchester per il Real. E' stato lui a scegliere di lasciare il Real per la Juve. Sarà lui a scegliere se proseguire alla Juve o andare altrove. Ma la Juve cosa dovrebbe fare? Se si vuole costruire un progetto non si può puntare su un giocatore di 36 anni, anche se parliamo di un mostro, di un vero e proprio extraterrestre. Forse, la scelta migliore, anche per questioni economiche oltre a quelle anagrafiche, sarebbe quella di dirsi addio. Anche dal punto di vista tecnico. CR7 è uno straordinario finalizzatore, un campione, un vincente, ma non un uomo squadra. E forse, per il Dna della Juve, è giusto cambiare rotta. Tre anni intensi e bellissimi. Senza Champions. Ma con tanti trionfi in Italia. E con 100 gol. E' dura ma, come nelle migliori storie d'amore, sarà il tempo a lenire il dolore.

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