Crolla il Fair Play Finanziario imposto dalla UEFA, che succede adesso?

Francesco Giagnorio
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Il Fair Play Finanziario è stato per anni elemento di discussione per tutte le sessioni di calciomercato dei top club europei. Esso prevede un pareggio di bilancio tra entrate ed uscite dei club, al fine di ridurre i debiti e rafforzare il patrimonio. Nel corso degli anni è sempre stato uno strumento molto discusso, non sono mancate sanzioni per diversi club (si pensi soprattutto a Chelsea e Atletico Madrid, che si sono viste bloccare il mercato per più volte) e raggiri anche clamorosi (si pensi alla folle spesa del PSG per assicurarsi Neymar).

Un anno fa, vista la situazione di difficoltà mondiale, con i club che hanno perso miliardi a causa della pandemia, il Fair Play Finanziario fu congelato. Oggi appare molto difficile che la UEFA lo ripristini, anzi sta già pensando a soluzioni alternative. In ogni caso, dare la colpa al covid per il fallimento della riforma è sbagliato: il sistema è stato controverso e ha presentato falle da sempre, oltre al fatto che spesso sono stati fatti due pesi e due misure in base al club che non lo rispettava.

Ceferin, presidente UEFA, Rubiales, uno dei vicepresidenti UEFA, Infantino, presidente FIFA | PIERRE-PHILIPPE MARCOU/Getty Images
Ceferin, presidente UEFA, Rubiales, uno dei vicepresidenti UEFA, Infantino, presidente FIFA | PIERRE-PHILIPPE MARCOU/Getty Images

Certificata ormai l'inapplicabilità del Fair Play Finanziario, la UEFA sta pensando a nuove possibilità, in particolare rivolte a ridurre gli stipendi faraonici dei giocatori e le commissioni degli agenti che pesano molto, mirando a ridurre il più possibile le spese accessorie inutili. Un'altra idea potrebbe essere l'introduzione di una tassa particolare, la ''luxury tax'' che prevede il versamento di una percentuale da parte dei club per ogni giocatore acquistato.

Qualunque sia la prossima riforma UEFA, bisognerà aspettare qualche anno per vederla in atto: sicuramente la UEFA concederà ai club un periodo di adattamento alla nuova riforma, sperando che quest'ultima sia più corretta ed efficace per il bene di tutto il calcio europeo.

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