Cutrone 'grande anima', con l'Under come col Milan: il combattente del gol ora merita un'altra chance in Italia

·3 minuto per la lettura

"Una squadra con un'anima enorme. Se io perdo, voglio essere così, voglio perdere così. Se perdiamo, voglio essere così". Parole e musica di Rui Jorge, tecnico del Portogallo Under 21, che in seguito alla vittoria dopo i tempi supplementari sulla nazionale italiana, ha voluto celebrare davanti ai suoi nello spogliatoio, elogiandolo ed esaltandolo, lo spirito degli Azzurrini, sconfitti ma mai domi. Un'identità incarnata alla perfezione dal capitano e numero 10 dell'Italia allenata da Paolo Nicolato, l'ormai 23enne Patrick Cutrone che, seppur subentrato a pochi minuti dal termine, ha trascinato con la "garra"del condottiero i suoi compagni, prima firmando il 3-3 decisivo per il proseguimento dell'incontro a 2 minuti dalla fine, poi sfiorando prima il gol del clamoroso vantaggio e poi quello dell'ancor più clamoroso pareggio, in 10 contro 11.

'MAHATMA', GRANDE ANIMA:IL MILAN MAI DIMENTICATO - Gli indiani avrebbero affermato "Mahatma", grande anima. Tanto cuore, infinita corsa, immensa grinta. Il più "anziano" rappresentante dell'Under ha salutato definitivamente con l'Europeo la nazionale giovanile azzurra, sperando un giorno di poter tornare nel gruppo di Mancini. Ma prima servirà una svolta importante a una carriera partita con i fasti della "stella promessa" e un po' naufragata negli ultimi tempi: cresciuto nel Milan, un amore che non ha mai dimenticato dato che con la maglia rossonera ha vissuto gli anni migliori della propria storia calcistica finora, non è più riuscito a raggiungere la continuità rossonera negli anni seguenti, almeno nelle squadre di club

MEGLIO CON L'UNDER IN 4 PARTITE CHE IN UN ANNO TRA WOLVES E VALENCIA - Quattro partite dell’Europeo disputate con l'Italia, con 3 gol segnati: molto di più di quanto abbia fatto in tutto il 2021 con Wolverhampton e Valencia, dato che le impietose statistiche recitano 23’ minuti in Premier a gennaio e 101’ in Liga da febbraio in poi. Una miseria, che segue al periodo non certo felice di Firenze quando, messo da parte per Dusan Vlahovic, ha conosciuto più panchine e tribune che non il verde del campo: nonostante l'insofferenza e la delusione tipiche di un lottatore come lui, Cutrone ha inghiottito in silenzio, non lamentandosi nemmeno quando, da capitano, è stato tenuto fuori da Nicolato nel match più importante per l'Italia degli Azzurrini, in favore di Scamacca e Raspadori.

IL GOL NEL DERBY E IL BISOGNO DI 'SENTIRE' LA MAGLIA - La risposta è arrivata sul campo, con un gol da attaccante vero e il dito sulle labbra a zittire gli esagitati ultras portoghesi e l'altro a indicare lo stemma dell'Italia sul petto. Un gol di tutto cuore, come la notoria rete messa a segno nel derby contro l'Inter nei quarti di finale di Coppa Italia del 2017/2018, nei tempi supplementari e decisiva per il passaggio del turno del Milan: per rendere al meglio Cutrone ha bisogno di "sentire" la maglia, come avvenuto per quella azzurra e quella rossonera, mentre fatica nelle realtà più asettiche, come Wolverhampton o Valencia. 11 gol in 25 partite con l’Under 21, 13 in 63 con il Milan: poi solo 6 reti in 51 presenze, nel corso di più di due anni tra Premier, Liga e Serie A con la viola.

MERITA UNA CHANCE IN SERIE A - Per tornare a essere protagonista, ora necessita di spazio e possibilità di giocare con continuità, per potere ritrovare fiducia nei propri mezzi, magari in una squadra medio-piccola in Italia, anche se i trascorsi al Milan e le caratteristiche possono ammaliare: uno scenario che merita, perché perdere questo attaccante dall'anima immensa e dalle grandi capacità realizzative a soli 23 anni sarebbe un peccato mortale, per tutto il calcio azzurro.

@AleDigio89