Da Mertens a Petagna, passando per Ounas: altro che turnover, il Napoli vince e incanta con tutti

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Le ultime due stagioni per il Napoli sono state veramente difficili. Gli obiettivi non sono stati centrati, per la seconda annata consecutiva gli azzurri sono fuori dalla Champions League. Serviva una scossa, qualcosa che facesse resettare il brutto periodo partendo da una base solida ma con la mente sgombra, come se nulla fosse accaduto. È proprio questo che è riuscito a fare Spalletti, far rinascere un Napoli forte nei singoli ma precedentemente spento nel collettivo. Saranno stati gli infortuni, il periodo complicato, tantissimi fattori, ma è chiaro che la cura del tecnico toscano ha funzionato eccome. Oggi la sua squadra vince, diverte e guarda tutti dall'alto. Ma proprio tutti, da ieri sera anche in Europa League: grazie al successo in trasferta contro il Legia Varsavia il Napoli ha raggiunto quota 6 punti e la testa della classifica nel girone C.

NON CHIAMATELE RISERVE - C'era tanto scetticismo viste le numerose e pesanti assenze, ma la risposta l'ha data il campo con tutti i singoli a disposizione. Fuori gli infortunati Insigne, Osimhen, Fabián Ruiz, Manolas, Malcuit e lo squalificato Mario Rui, il rendimento non è cambiato: dopo il netto 3-0 di due settimane fa, è venuto fuori un dominio assoluto anche in Polonia, sia per la continuità con la quale il Napoli è andato al tiro che per il risultato finale, 1-4 al triplice fischio.

TUTTI TITOLARI - Spalletti sorride a fine partita ma sorrideva anche alla vigilia, consapevole e forte dell'idea che i giocatori non sarebbero scesi in campo come delle semplici alternative. Questo è un punto su cui l'allenatore parla con insistenza fin dall'inizio: ​"Con le cinque sostituzioni i titolari non sono più 11. Ci sono i titolari per 60 minuti, titolari per 35 minuti e titolari per 20 minuti. Sono tutti giocatori titolari che possono risolvere la partita in ogni momento". È proprio così, le sue parole si sono trasformate in fatti immediatamente. Il Napoli con le sostituzioni, dunque, cambia completamente volto, c'è un ritmo differente e i famosi "titolari dei 20 o 35 minuti" stanno dimostrando di non essere affatto delle riserve decidendo spesso le partite.​

GRANDI PROTAGONISTI - Cosa che è successa anche ieri e ciò ha permesso anche ai primi titolari di aumentare nuovamente i giri del motore. In primis c'è Mertens, di nuovo in gol dopo sei mesi e mezzo. Juan Jesus è stato protagonista di una prestazione autorevole come terzino sinistro, soprattutto in fase difensiva, ma nella ripresa non si è tirato indietro quando c'era da spingere. Proprio l'ex Roma domenica sarà titolare contro il Verona vista la squalifica di Koulibaly e l'indisponibilità di Manolas. Molto bene anche Petagna che non ha trovato la rete ma ha svolto un lavoro di sostegno e, come chiedeva Spalletti, di riempimento dell'area, veramente importante. Per lui un assist, una spizzata per il rigore procurato da Zielinski e tanti buoni segnali. Cose di un valore enorme, se si considera che è il terzo attaccante nelle gerarchie. Poi c'è Ounas, che ieri si è regalato un gol da fuoriclasse al rientro in campo, con una giocata che solo i calciatori dotati di una tecnica importante possono fare. Spalletti lo ha voluto trattenere fortemente, lui è rimasto e ogni volta che subentra sa creare pericoli con la sua esplosività, i suoi dribbling brucianti, soprattutto negli ultimi metri. Per non parlare di Elmas, considerato un diamante grezzo, che oggi gioca, lotta e nonostante qualche alto e basso, è sempre sul terreno di gioco pronto per fare la differenza.

LA MENTALITÀ GIUSTA - Un altro giocatore che lo stesso allenatore non ha voluto far partire è Zanoli. Terzino classe 2000, cresciuto nella Primavera del Napoli e con una sola esperienza tra i professionisti, ovvero quella dello scorso anno in prestito al Legnago in Serie C, ha convinto fin dal ritiro di Dimaro Spalletti. Ha fatto il suo esordio in campionato nei minuti finali contro l'Udinese e ieri in Europa League contro il Legia. In quest'ultima sfida, nonostante appena dieci minuti in campo, ci ha messo dentro personalità, carattere e convinzione nei propri mezzi. È questo ciò che emerge da ogni singolo giocatore, che affronta ogni gara con la mentalità giusta, l'obiettivo di sfruttare tutti i minuti a disposizione per metterci la propria firma su questo spettacolo che ha regalato il Napoli fino ad oggi. L'artefice, ovviamente, è Luciano Spalletti, che è riuscito a far sentire importante chiunque, con le giuste parole accompagnate dai fatti. In questi due mesi è stata utilizzata tutta la rosa a disposizione, nessuno presente in lista campionato è rimasto fuori. L'unico è il terzo portiere, Marfella, che non ha mai disputato partite ufficiali con il Napoli, ma solo l'amichevole sventurata contro il Benevento. ​Oggi non chiamatele alternative, non chiamatelo turnover quando restano fuori Insigne, Osimhen e Fabián Ruiz, semplicemente in campo ci sono i titolari del momento.

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