Da Satriano a Calhanoglu e Vecino: Inter, le missioni del 'valorizzatore' Inzaghi

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Dalla Lazio all'Inter, la parola d'ordine per Simone Inzaghi non cambia: 'valorizzare'. In attesa delle prossime mosse di mercato, i nerazzurri si affidano all'abilità del tecnico di sfruttare le risorse interne e lucidare al meglio i talenti di casa. Una capacità che, in biancoceleste, ha avuto applicazioni su più fronti, dai prodotti del vivaio fino al rilancio di giocatori più esperti. E questo si aspettano anche Marotta e Ausilio in questa stagione.

PROGETTO GIOVANI - Un dato fa bene sperare i più giovani: dal suo approdo sulla panchina della Prima squadra della Lazio, Inzaghi ha lanciato 17 giocatori dalla Primavera biancoceleste, un chiaro segnale di come il tecnico non abbia timore di far muovere i primi passi ai ragazzi. Una buona notizia per Lucien Agoumé, corteggiato sul mercato ma che spera di avere le proprie chance come vice-Brozovic, e soprattutto per Martin Satriano. Il baby centravanti uruguaiano è una delle rivelazioni di questa prima parte del pre-campionato, a suon di gol si è ricavato spazio e ha stoppato il mercato: Inzaghi vuole continuare a valutarlo e così anche la società per capire se sia il caso di tenerlo come quarta punta, con un minutaggio valido a sua disposizione per continuare il percorso di crescita.

RISORSE INTERNE - Non solo i più giovani però, uno dei capolavori di Inzaghi è stata la valorizzazione massima di giocatori già nella seconda fase della carriera, o della terza come nel caso di Lucas Leiva. Da Strakosha a Luiz Felipe passando per Marusic, l'elenco dei gioielli lucidati da Inzaghi alla Lazio è lungo. E all'Inter ce ne sono diversi che sperano di seguire lo stesso percorso. Più che da Arturo Vidal, ai margini del progetto, si parte da Matias Vecino: la sua cessione è stata congelata, l'intenzione è di rilanciarlo dopo due anni complicati causa infortuni e di dargli un ruolo importante nello scacchiere di Inzaghi, il centrocampista di gamba e fisico che possa dare un'alternativa a Barella in mezzo al campo. Da rispolverare dopo i tanti problemi fisici anche Stefano Sensi, mentre è tutto da valutare Federico Dimarco. Tornato dopo una stagione da urlo a Verona, il mancino sta ben figurando anche nel precampionato con i nerazzurri. Più esterno che terzo centrale, per sfruttare la sua gamba e il piede preciso per assist e conclusioni, Dimarco ha allontanato le voci di mercato e si candida a diventare la nuova freccia di Inzaghi, che proprio sul lavoro degli esterni di centrocampo ha costruito gran parte delle proprie fortune a Roma.

LUIS ALBERTO 2.0 - E poi, i big. Se la Lazio può godersi Milinkovic e Luis Alberto e le loro valutazioni astronomiche (pagati rispettivamente 18 e 5 milioni, ora sono valutati sopra i 60 il primo e sopra i 50 il secondo), molto deve al proprio ex allenatore e al suo lavoro. All'Inter il materiale umano non manca, senza scomodare un campione già affermato a livello internazionale come Romelu Lukaku, ci sono ancora ampi margini di crescita per il fresco campione d'Europa Nicolò Barella,. I riflettori, però, sono puntati soprattutto su Hakan Calhanoglu. Il suo impatto con in nerazzurro è stato più che positivo, il turco è apparso brillante e già in linea con le idee di gioco di Inzaghi nelle prime amichevoli. Per sua stessa ammissione, l'ex Milan si sente pronto diventare un Luis Alberto 2.0, la mezzala di qualità che può fare la differenza con gol, assist e giocate, e proprio questa può essere considerata la grande missione e scommessa di Inzaghi: già in rossonero Calhanoglu aveva mostrato di non disdegnare la doppia fase e la possibilità di agire qualche metro indietro rispetto al ruolo naturale di trequartista, ora l'obiettivo è di calarlo completamente nella nuova parte e renderlo il secondo fulcro offensivo della squadra.

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