Da Zero a Champions - Le Gasp-iegazioni: come costruire un miracolo

Goal.com

Da Zero a Champions è il nome della miniserie in onda su DAZN che racconta tutte le tappe essenziali nel portare l'Atalanta protagonista anche in Europa. Magica in Serie A e conseguentemente in lotta per divenire grande anche fuori dai confini italiani.


A raccontare cosa c'è dietro i successi dell'Atalanta è il suo condottiero, Gianpiero Gasperini , tecnico che a Bergamo ha trovato la dimensione ideale per insegnare il suo calcio.

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"Io dico sempre ai ragazzi che non mi aspetto che facciano i dribbling come Gomez o Ilicic ma possono sicuramente fare degli appoggi, degli smarcamenti o delle conclusioni con le loro caratteristiche. Io vedo che si divertono e per me questo è un grande successo. Quando vedo che loro sono convinti questo mi dà grande soddisfazione".

Uno dei grandi protagonisti di questa grande stagione dell'Atalanta è sicuramente Robin Gosens , esterno tedesco che ha trovato la via della rete con regolarità impressionante.

"Quando sono arrivato non mi conosceva quasi nessuno. Non ero adatto al gioco di Gasperini perché in Olanda avevo fatto sempre il terzino.Quando ho fatto i primi allenamenti ho capito che dovevo correre molto"

Gasperini poi spiega il suo ormai noto 3-4-3, vero e proprio marchio di fabbrica dai tempi di Genova, e soprattutto il ruolo fondamentale degli esterni.

"Nasce con squadre con la difesa a quattro. Se arrivi da dietro e con i tempi giusti col quinto c'è la possibilità di sorprendere".

Robin Gosens Inter Atalanta Serie A
Robin Gosens Inter Atalanta Serie A

Gosens in questo è uno dei migliori e racconta cosa gli chiede esattamente Gasperini.

"Ho la possibilità di andare ma non è facile correre avanti e indietro da un'area all'altra per novanta minuti. A volte vado e la palla non arriva perché l'azione si conclude in modo diverso. Ho la capacità di corsa e mi fa piacere chiudere l'azione".

Non solo gli esterni però, anche i tre difensori nel gioco di Gasperini sono spesso presenti in zona goal.

"A volte succede soprattutto in occasione dei calci da fermo ma i tre difensori devono avere l'attitudine di giocare e muovere palla a terra". 

Gosens è stato l'autore dell'importantissimo goal del pareggio firmato qualche settimana fa a 'San Siro' contro l'Inter.

"Dopo la partita mi ha chiamato mio padre e mi ha detto: Robin, questo è un goal tuo. Ti vedo sempre che credi di poter segnare". Non tutti possono alzare la gamba così in alto. E'  stato un goal da attaccante".

Gasperini racconta quando decide come schierare la squadra per la partita successiva.

"La notte o il mattino presto oppure quando guido in macchina da solo, magari nei viaggi....Il momento migliore però te lo danno i giocatori in allenamento come la scelta del Papu Gomez tuttocampista. Qualche appunto lo scrivo ma utilizzo molto la memoria".

Alejandro Papu Gomez Atalanta Milan
Alejandro Papu Gomez Atalanta Milan

Gasperini spiega proprio l'idea del Papu Gomez tuttocampista, uno dei segreti della super Atalanta.

"Papu il primo anno giocava con Petagna e chiudeva il suo grande lavoro. Poi è arrivato Ilicic e quindi c'era la necessità di fare giocare tre attaccanti. E' un'evoluzione, il Papu con la sua qualità può giocare ovunque. Se avessi necessità potrebbe giocare anche terzino e non lo salterebbe nessuno. Ha fatto dei recuperi in fase difensiva che dimostrano come sia un uomo-squadra. Ha raggiunto una grande serenità. Ha trovato la sua dimensione a Bergamo e sa che l'Atalanta gli permette di giocare su grandi palcoscenici".

Anche il compagno Gosens si coccola Gomez, uomo al quale tutta la squadra si appoggia nei momenti difficili sia in campo che fuori.

"E' molto cambiato rispetto al passato, ha più responsabilità e deve aiutare di più. Secondo me è diventato un giocatore più completo".

Infine il tecnico torna sulla scelta di restare all'Atalanta al termine della scorsa stagione.

"Credo che tutto l'amore e l'affetto che mi ha dato Bergamo avrebbe fatto vedere il mio addio come un possibile tradimento. Questo è quello che mi ha spinto a restare. Non avrei voluto perdere l'affetto e la stima della gente".

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