Dakar, Camion: il dominio Kamaz, la delusione Iveco

Franco Nugnes

La prima settimana della Dakar in Arabia Saudita ha già dato una sua fisionomia importante alla gara dei camion. Gli equipaggi si godono la giornata di riposo nella capitale Riyadh mentre le assistenze effettuano un completo rialzo dei mezzi in vista della seconda parte del rally raid che si preannuncia molto dura.

David Castera ha allestito una Dakar nella quale le doti di navigazione sono tornate prepotentemente protagoniste: sebbene sia stata criticata nelle prime fasi della corsa, l’idea di consegnare i road book solo un quarto d’ora prima della partenza, ha permesso di livellare in parte le prestazioni fra i team ufficiali e i privati, riportando nel bivacco un clima che sembrava dimenticato.

#503 MAZ-SPORTauto: Siarhei Viazovich, Pavel Haranin, Anton Zaparoshchanka

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio
#503 MAZ-SPORTauto: Siarhei Viazovich, Pavel Haranin, Anton Zaparoshchanka <span class="copyright">A.S.O.</span>
#503 MAZ-SPORTauto: Siarhei Viazovich, Pavel Haranin, Anton Zaparoshchanka A.S.O.

A.S.O.

Ma al di là di tutto i valori alla fine emergono: la Dakar araba dei camion ha portato alla ribalta Sergey Viazovich con l’interessante MAZ 6440RR. Il bielorusso, che è anche il capo spedizione del marchio di Minsk, è stato l’unico capace di rompere l’egemonia del team Kamaz Master, vincendo la seconda tappa.

#516 Team KAMAZ Master: Anton Shibalov, Dmitrii Nikitin, Ivan Tatarinov

#516 Team KAMAZ Master: Anton Shibalov, Dmitrii Nikitin, Ivan Tatarinov <span class="copyright">A.S.O.</span>
#516 Team KAMAZ Master: Anton Shibalov, Dmitrii Nikitin, Ivan Tatarinov A.S.O.

A.S.O.

I russi non hanno lasciato che le briciole agli altri con due affermazioni del leader della corsa, Andrey Karginov, e altrettante di Anton Shibalov, mentre Dmitry Sotnikov si è trasformato in assistenza veloce dopo i guai causati da un masso all’anteriore del suo bisonte nella terza speciale e si è assicurato la quinta speciale correndo da… lepre.

I prediletti di Putin possono fare il gioco di squadra potendo contare su tre Kamaz 43509 di pari livello, mentre Sergey Viazovich deve arrangiarsi da solo con l’unico MAZ 6440RR competitivo. I suoi due compagni di squadra, il 28enne Vishneuski con un MAZ 5309RR con cambio automatico, e il 53enne Vasilievski che dispone di un mezzo analogo con trasmissione manuale, riescono a entrare nella top 10, ma non hanno le prestazioni per reggere la partita con lo squadrone Kamaz.

Viazovich è il grande artefice della prima settimana dei camion perché in sei tappe ha accumulato un ritardo di 36 minuti. Parliamo di un distacco che non è affatto determinante, anche se è difficile prevedere un colpo di mano nei confronti del team Kamaz Master che ieri ha perso Eduard Nikoaev.

#500 Team KAMAZ Master: Eduard Nikolaev, Evgenii Iakovlev, Vladimir Rybakov prima del ritiro

#500 Team KAMAZ Master: Eduard Nikolaev, Evgenii Iakovlev, Vladimir Rybakov prima del ritiro <span class="copyright">Red Bull Content Pool</span>
#500 Team KAMAZ Master: Eduard Nikolaev, Evgenii Iakovlev, Vladimir Rybakov prima del ritiro Red Bull Content Pool

Red Bull Content Pool

Lo zar non è mai stato protagonista: Nikolaev è stato bersagliato dai problemi tecnici, per cui il vincitore delle ultime tre edizioni della Dakar dei camion è uscito mestamente di scena dopo l’esplosione del 6 cilindri da 13 litri capace di 1.050 cavalli.

Già giovedì l’equipaggio di Edourd era stato costretto a smontare la testata da 120 kg in speciale arrivando al bivacco alle prime luci del mattino, giusto in tempo per ripartire e bucare il monoblocco con una biella dopo 33 km della speciale di ieri, visto che il motore andava a cinque cilindri.

Andrey Karginov si gode la testa della graduatoria: "Ieri è stata una speciale di sabbia quasi senza pietre, ma con strade molto veloci e piccole dune che non hanno messo in difficoltà il nostro mezzo”.

Ruslan Akhmadeev, navigatore di Sotnikov, è ancora più drastico: "Nonostante la tappa fosse lunga, il road book era sottile. Ieri non c’erano problemi di navigazione che avremo domani, per cui l’unico dell’equipaggio che ha lavorato è stato Dmitry. L’unica cosa importante è che ho dovuto tenere d’occhio la pressione delle gomme".

#502 InstaForex Loprais Team Tatra: Ales Loprais, Petr Pokora, Khalid Alkendi

#502 InstaForex Loprais Team Tatra: Ales Loprais, Petr Pokora, Khalid Alkendi <span class="copyright">A.S.O.</span>
#502 InstaForex Loprais Team Tatra: Ales Loprais, Petr Pokora, Khalid Alkendi A.S.O.

A.S.O.

E gli altri? Sono molto staccati: Ales Loprais con l’interessante Praga a motore Iveco è quarto ma staccato di quasi due ore. Il ceco, per credere in un podio, deve augurarsi nel cedimento di qualcuno che lo precede, altrimenti non c’è alcuna speranza.

Finora non abbiamo citato l’Iveco. Il marchio italiano non è mai stato protagonista, come se l’assenza di Gerard De Rooy abbia tolto al team Petronas De Rooy la punta di diamante.

#505 Team De Rooy IVECO: Janus Van Kasteren, Darek Rodewald, Marcel Snijders

#505 Team De Rooy IVECO: Janus Van Kasteren, Darek Rodewald, Marcel Snijders <span class="copyright">A.S.O.</span>
#505 Team De Rooy IVECO: Janus Van Kasteren, Darek Rodewald, Marcel Snijders A.S.O.

A.S.O.

L’olandese è sul campo come team manager della squadra olandese, ma il Powerstar Evo 3 bianco-verde di Janus Van Kasteren si trova dietro a quello giallo di Martin Macik: il ceco della Big Shock Racing è quinto assoluto senza grandi colpi di scena e, come Loprais, ha puntato sulla regolarità nella prima metà della Dakar per ambire ad un attacco nella settimana conclusiva.

Il team Petronas, invece, fatica con il solo Van Kasteren, visto che Victor Versteijnen e l’ex rallysta, Alberto Llovera, che è in lizza sebbene sia su una sedia a rotelle, non abbiano mai avuto l’opportunità di entrare nella mischia delle posizioni che contano. La squadra olandese questa volta ha schierato una line-up inadeguata per un marchio ambizioso come Iveco.

La delusione trascina anche FPT (Fiat Power Train) che aveva preparato motori Cursor 13 molto adatti al percorso della Dakar araba: la speciale di ieri, in particolare, avrebbe dovuto esaltare le qualità velocistiche dei 6 cilindri italiano, ma evidentemente i problemi sono altri e la supremazia Kamaz non è scalfibile in alcun modo.

#507 Riwald Dakar Team Renault: Gert Huzink, Rob Buursen, Martin Roesink con il camion ibrido

#507 Riwald Dakar Team Renault: Gert Huzink, Rob Buursen, Martin Roesink con il camion ibrido <span class="copyright">A.S.O.</span>
#507 Riwald Dakar Team Renault: Gert Huzink, Rob Buursen, Martin Roesink con il camion ibrido A.S.O.

A.S.O.

Da non trascurare il Renault C460 di Gert Huzink: l’esperto olandese ha il merito di aver portato al debutto il primo camion ibrido nella maratona della ASO. Peccato che il pilota del team Riwald abbia pagato penalità per 14 ore, altrimenti vedremmo il camion francese molto più avanti nella graduatoria assoluta.

Fra i 42 equipaggi in classifica c’è anche quello Italtrans composto da Claudio Bellina, Giulio Minelli e Bruno Gotti che sono in gara con il loro DAF. Sono arrivati alla Capitale araba anche Antonio Cabini e Giulio Verzelletti con il Mercedes Unimog dell’Orobica Raid e Cesare Rickler Del Mare, l’ex giocatore di calcio del Bologna che è assistenza rapida dell’R-Team.

Potrebbe interessarti anche...