Dakar: ecco cos'è accaduto dopo l'incidente mortale di Gonçalves

Sergio Lillo

La Tappa 7 della Dakar 2020 sarà ricordata come una delle più tragiche della lunga storia del rally raid più celebre al mondo. Al chilometro 276, infatti, Paulo Gonçalves - pilota del team Hero - è rimasto coinvolto in un grave incidente. A nulla sono serviti gli immediati soccorsi, perché il forte pilota portoghese è deceduto poco dopo essere arrivato in ospedale.

Alle 10:08 locali la PCO della Dakar (operational control of the race) ha ricevuto un avviso di allerta per una forte decelerazione e conseguente stop della motocicletta numero 8, quella del team Hero affidata a Paulo Gonçalves, il quale aveva iniziato la tappa come ottavo e procedeva in quarta posizione provvisoria a 3'17" da Kevin Benavides.

L'organizzazione ha iniziato a investigare su cosa fosse accaduto, ma immediatamente hanno ricevuto conferma dell'incidente da Toby Price, pilota KTM, che procedeva di poco alle spalle del portoghese al momento dell'incidente dopo aver iniziato la tappa in 11esima piazza. L'australiano, vincitore della Dakar 2019 con una mano rotta, ha spinto il bottone rosso d'aiuto sulla moto di Gonçalves.

Scorri per continuare con i contenuti
Annuncio

L'ASO ha lanciato l'allarme e uno dei 7 elicotteri è arrivato sul posto dell'incidente 8 minuti dopo l'accaduto.al chilometro 276 della Tappa 7 della prima Dakar che si sta tenendo in Arabia Saudita, in Medio Oriente.

I dottori hanno subito cercato di rianimare Paulo e Price ha dato loro una mano, ma dopo diversi minuti Gonçalves non ha dato segni di ripresa. Il corpo del povero Paulo era ancora a terra, immobile, in arresto cardiorespiratorio dopo il forte impatto a terra e avvolto da una coperta termica.

Leggi anche:

Dramma alla Dakar: è morto il veterano Paulo GoncalvesDakar: un bivacco devastato ricorda Paulo GoncalvesDakar, Moto: tappa 7 a Benavides, aveva soccorso GoncalvesDakar: cancellata l'8° Tappa Moto e Quad in ricordo di Goncalves

Price ha aiutato i medici con la barella e Gonçalves è stato portato in elicottero all'ospedale più vicino, quello di Layla. Una volta atterrato il mezzo di soccorso, i medici che hanno preso in cura il centauro del team Hero non hanno potuto fare altro che constatare il suo decesso.

Nella grande pianura dov'è avvenuto l'incidente, prima di alcune dune in una zona segnata di pericolo 2 (dove il massimo è 3), per 5 chilometri, com'è stato spiegato a Motorsport.com, alcuni piloti si sono fermati ad assistere Gonçalves. Tra questi Toby Price - in lacrime - Kevin Benavides e Stefan Svitko. I tre, una volta constatata l'impossibilità di fare qualcosa per Paulo, hanno poi proseguito la tappa.

Pochi minuti dopo è arrivato Joaquim Rodrigues, compagno di squadra e cognato (fratello della moglie) di Paulo. Joaquim, una volta appresa la notizia dell'incidente, è crollato a terra, sulle ginocchia, disperato.

Benavides è stato informato al rifornimento del chilometro 471 della morte di Gonçalves. L'argentino è crollato a terra, comprensibilmente afflitto dal dolore. Lo stesso stato d'animo ha avvolto il bivacco, in un silenzio spontaneo che è valso più di discorsi e parole.

"E' qualcosa che non si vuole mai vivere. L'ho già vissuta all'epoca con Etienne (Lavigne, ex direttore della Dakar). Sono momenti difficilissimi. Siamo qui per chi vuole vivere questa avventura, per godercela... Alcuni sono venuti per vincere e Paulo era con noi da molti anni, lo conoscevamo tutti, era una figura di questo rally. Ha rotto il motore nella terza tappa, lo ha riparato ed era ripartito. Questo la dice lunga sulla volontà che aveva. Sono momenti terribili. E dire che siamo qui per vivere l'esatto contrario: sognare, divertirci, vedere la gente felice. Ora dobbiamo vivere il peggiore dei momenti", ha dichiarato David Castera, direttore della Dakar.

Alle 20:00 locali (le 18:00 in Italia) tutto il bivacco si è riunito attorno a un falò e a un grande schermo che funge da pannello informativo per le riunioni di tutti i giorni. Il silenzio era impressionante. Si sentiva solo il rumore dei generatori che non smettono di funzionare.

Dal 2015 la Dakar aveva dimenticato cosa voglia dire quando uno dei protagonisti perde la vita. Ieri, in maniera spietata, tutto il bivacco lo ha ricordato improvvisamente. L'avventura della Dakar in Arabia Saudita è iniziata con il piede sbagliato. Il pericolo, lo abbiamo visto e percepito con dolore, è dietro a ogni duna.

Potrebbe interessarti anche...