Dakar, Moto, Tappa 3: Brabec rilancia l'armata Honda

Matteo Nugnes

Dopo un avvio marchiato KTM, è arrivata la riscossa della Honda nella terza tappa della Dakar 2020, con le moto giapponesi che hanno monopolizzato le prime tre posizioni nei 414 km cronometrati ad anello intorno a Neom.

Un percorso davvero insidioso, che ha regalato difficoltà di navigazione a tanti big ed ha portato anche a ritiri illustri. E qui va citato senza ombra di dubbio Adrien van Beveren, vittima di una brutta caduta dopo appena 3 km, nella quale ha riportato la frattura di una clavicola. Per il pilota della Yamaha la prima Dakar saudita quindi è già finita qui.

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Ma torniamo a parlare della speciale odierna, che oggi ha avuto in Ricky Brabec il mattatore assoluto: il pilota statunitense è stato imprendibile anche per i suoi compagni della Honda, prendendo il comando fin dal primo Way Point e mantenendolo fino al traguardo, dove si è presentato con un margine di ben 9'39" sull'altra CRF 450 Rally dell'ottimo José Cornejo.

Ma ad impressionare sono i distacchi rifilati agli altri uomini di classifica: Joan Barreda, terzo, ha concluso con un gap di 13'16", mentre la migliore delle KTM, che è quella di Luciano Benavides, ha pagato addirittura 17'54". Ma l'elenco è lunghissimo, perché Matthias Walkner ha beccato 20'07", Pablo Quintanilla 24'18", ma soprattutto il vincitore della passata edizione Toby Price addirittura 35'00".

L'australiano della KTM era quarto fino all'ultimo WP, quello del km 352, ma poi ha perso la traccia insieme alla Yamaha di Xavier de Soultrait e lo ha pagato a carissimo prezzo, perché ora il suo distacco inizia ad essere davvero pesante anche nella classifica generale.

Una generale che vede al comando proprio Brabec, inseguito a 15'02" da Cornejo, con un Barreda terzo e sornione 12" più indietro. Il poker Honda è servito poida Kevin Benavides, oggi quinto al traguardo di Neom, ma quarto nell'assoluta a 16'12" dal leader. Per trovare la prima delle KTM bisogna quindi scorrere la classifica fino alla quinta posizione occupata da Walkner a 17'52".

Sotto i 20' di ritardo nella generale c'è anche l'altra KTM di Luciano Benavides, poi si passa ai 21'25" dell'Husqvarna di Pablo Quintanilla ed ai 34'38" di Sam Sunderland, oggi autore di una tappa da dimenticare nella quale ha incassato quasi 40' di ritardo, dopo che ieri aveva preso il comando delle operazioni. Dietro di lui c'è Price a 38'23", mentre la miglior Yamaha è quella di de Soultrait, decimo a ben 54'.

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E' stata una giornata complicata anche per l'eroe della seconda tappa, ovvero Ross Branch. Il pilota del Botswana aveva l'arduo compito di aprire la traccia e lo ha pagato dopo 88 km, quando ha colpito una roccia ed è caduto. Alla fine è riuscito comunque a raggiungere il traguardo di tappa, ma con un ritardo di quasi un'ora e mezza, che quindi lo ha fatto precipitare lontano dalle posizioni che contano.

Non si può di certo dire che sia stato più fortunato Paulo Goncalves. Il portoghese ha rotto il motore della sua Hero dopo appena 30 chilometri. Inizialmente era stato dato per ritirato, ma poi ha deciso di provare a riparare la moto, attendendo anche il camion dell'assistenza. Per lui la Dakar quindi potrebbe continuare, anche se i sogni di gloria ormai sono terminati.

Sono diversi invece quelli che hanno effettivamente alzato bandiera bianca: il francese Guillaume Chollet è caduto dopo 58 km, infortunandosi alle costole. Ha provato a proseguire, ma poi è stato costretto a dire basta. Discorso simile per Olaf Harmsen, caduto duramente al km 122 ed avacuato dal personale medico. E lo stesso vale anche per Martien Jimmink, che aveva provato la sfida della prima Dakar saudita a 58 anni, ma è stato vittima di un incidente al km 158 e si è dovuto ritirare.

C'è anche però chi si è comportato particolarmente bene ed è questo il caso di Jacopo Cerutti: il pilota italiano ha condotto la sua Husqvarna del Solarys Racing all'11esimo posto, anche se con un ritardo di 33'08" nei confronti del vincitore.

Decisamente un bel risultato per lui, che però nella generale rimane di un soffio fuori dalla top 30 con il suo 31esimo posto a 1.56'39". Nella classifica assoluta non è Cerutti però il migliore degli italiani, perché questa palma è rimasta nelle mani del suo compagno di squadra Maurizio Gerini: nonostante oggi abbia pagato quasi un'ora, resta 28esimo, giusto alle spalle di Laia Sanz, che ha stretto i denti per proseguire la corsa con la sua Gas Gas nonostante la brutta caduta di ieri.

Dakar 2020 - Top 10 Moto dopo la 3° Tappa

1

Ricky Brabec

Honda

11.17'56"

 

2

José Cornejo

Honda

+15'02"

+1'00"

3

Joan Barreda

Honda

+15'14"

 

4

Kevin Benavides

Honda

+16'12"

 

5

Matthias Walkner

KTM

+17'56"

 

6

Luciano Benavides

KTM

+19'44"

 

7

Pablo Quintanilla

Husqvarna

+21'25"

 

8

Sam Sunderland

KTM

+34'38"

 

9

Toby Price

KTM

+38'23"

+2'00"

10

Xavier de Soultrait

Yamaha

+54'00"

 

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