Dal Napoli al Napoli, la conferma di Pioli: il Milan non è più Ibra-dipendente. I dati

Alessandro Di Gioia
·2 minuto per la lettura

“Ibra è il nostro faro, ma il Milan è dipendente dal proprio gioco. I leader sono tanti. Ibra è indiscutibilmente il nostro faro”: parole e musica di Stefano Pioli, allenatore del Milan, in conferenza stampa, alla vigilia dell'ennesimo match decisivo della stagione. Sono trascorse diciannove gare, un girone intero, dalla partita dell'allora San Paolo di Napoli (che poi è diventato Diego Armando Maradona), nella quale il Milan del plenipotenziario Zlatan Ibrahimovic vinse 3-1 contro gli uomini di Gattuso, grazie alla magnifica doppietta dello svedese e al gol della sicurezza di Jens Peter Hauge. Fu il primo segnale al campionato: il Milan di Zlatan poteva tutto, anche strapazzare gli azzurri a domicilio e candidarsi a qualcosa in più di una mera qualificazione alla prossima Champions League.

IL CAMBIO DEL RAPPORTO E I DATI - Dalla fine di novembre sono cambiate tante cose, come normale in tre mesi e mezzo, ma non è cambiata la voglia del Milan di dimostrare a tutti quello che vale e di meritarsi le posizioni che sta occupando. Un girone dopo però, da Napoli a Napoli, è cambiato anche il rapporto della squadra rossonera con il proprio guru o faro, come lo definisce Pioli: non più un rapporto di subordinazione, ma di coordinazione. Non più dieci uomini "sottomessi" alla stella, ma una squadra che sa fare a meno del proprio leader e lo ha dimostrato appieno: da Napoli ci sono state 19 partite e il Milan ne ha giocate 10 senza ibrahimovic, vincendone sei, pareggiandone tre e perdendone solamente una, con una formazione largamente rimaneggiata contro la Juve.

BASTA DIPENDENZA - La conferma di qualcosa che si era già intuito, soprattutto dopo la splendida prestazione di Old Trafford contro il Manchester United, arrivata senza il proprio alfiere, è giunta proprio dall'artefice di questo cambiamento positivo, il tecnico rossonero: Ibra è un leader indiscusso, ma il Milan non è più dipendente da lui. Dipende dal proprio gioco e dalle proprie capacità, sa camminare da solo, come un bimbo che impara dai genitori e poi va via spedito: questa parte del progetto rossonero era probabilmente la più complicata, ma anche inevitabile. Perché nulla è eterno, nemmeno Ibra: e il Milan, che un giorno ne dovrà fare a meno, ha dimostrato di valere il posto che occupa, con e senza Zlatan. Come col Napoli tre mesi e mezzo fa, come col Napoli domani.

@AleDigio89