Dalla Ligue 1 a superstar: Marcel Desailly

Un metro e 86 centimetri per 80 chilogrammi di dura pietra. Marcel 'La Roccia' Desailly è più di una possente quercia o di una sequoia torreggiante.

“'La Roccia' era incredibile”, ha detto di lui il suo ex compagno di squadra, Gustavo Poyet. “Desailly era un vincente, che abbiamo potuto apprezzare al Chelsea”.

“Era una bestia da affrontare”, ha dichiarato l'ex attaccante di Liverpool e Inghilterra Michael Owen. “Più rapido di tutti, più forte di tutti, era praticamente impossibile giocarci contro”.

E l'uomo che ha giocato alle sue spalle sia a Marsiglia, sia nella Francia campione del Mondo nel 1998, sembra essere d'accordo: “Marcel è stato meno di un leader ma più di un guerriero”, ha detto il portiere Fabien Barthez. “Desailly era una roccia”.

L1 to superstardom Marseille lineup

Nato ad Accra, la capitale del Ghana, come Odonkey Abbey, ha assunto il nome di Desailly quando sua madre ha sposato un diplomatico francese e si è trasferita in Francia nel 1972, quando lui aveva 4 anni.

Sua padre sperava che sarebbe andato all'Università, ma il giovane si innamorò del calcio a scuola e seguì il suo fratellastro Seth Adonkor nelle Giovanili del Nantes. Qui è stato schierato al centro della difesa accanto a un giovane Didier Deschamps. A 17 anni ha lasciato le riserve del Nantes e a 18 ha fatto il suo debutto nel calcio professionistico. 

La sua affidabilità e la sua potenza sono stati subito notati e per Marcel si è presentato subito un bivio: Monaco o Marsiglia? Entrambi i club volevano infatti strapparlo al Nantes al termine della stagione 1991-92.

"Avevo quasi firmato con il Monaco perché era un club più stabile", ha detto l'ormai quarantottenne francese. “La mia famiglia era favorevole che io andassi al Monaco. A Marsiglia tutto è più pazzo e c'è molta più pressione. Ma questo mi affascinava, avevo bisogno della pressione di una grande sfida".

“Firmare con il Marsiglia è stato un sogno che si avverava. Ogni cosa che è successo dopo è stato magico. A volte faccio ancora fatica a spiegare tutto oggi!”

Nello spogliatoio dell'OM, Desailly si è trovato faccia a faccia con gente del calibro di Barthez, Rudi VöllerAlen Boksic, il suo nuovo compagno di reparto Basile Boli e quello vecchio, il capitano del Marsiglia, Didier Deschamps. La sua etica del lavoro e la capacità di apprendere dai suoi compagni più esperti, lo hanno aiutato a imporsi rapidamente.

L1 to superstardom MAR v MIL

L'OM ha vinto la Ligue 1 a fine stagione, conquistando un titolo che finirà per essere revocato, dopo che il controverso presidente, Bernard Tapie, è stato travolto da uno scandalo di partite truccate, ma ha anche conquistato la finale di Champions League contro il Milan, massima potenza d'Europa in quel periodo.

Nel Milan giocavano campioni come Franco Baresi, Paolo Maldini, Frank Rijkaard e Marco van Basten, che avevano rappresentato il nucleo della squadra rossonera vincitrice di due Coppe dei Campioni nel 1989 e nel 1990. La squadra di Desailly era data dunque per sfavorita nei pronostici. Gli italiani si erano anche ritirati dal campo nei quarti di finale della Coppa dei campioni 1991, in seguito a un guasto all'impianto di illuminazione del Velodrome, ma questo era stato solo un caso.

All'Olypiastadion di Monaco, la squadra francese è riuscita a tenere a bada Van Basten e compagni, e quando al 43' minuto Boli ha fatto goal, salendo in cielo a colpire di testa su calcio d'angolo di Abedì Pele, Desailly e gli altri difensori hanno chiuso la partita difendendo il risultato e portando il Marsiglia ad essere la prima squadra francese a vincere la Coppa dei Campioni/Champions League.

“La vittoria della Champions League nel 1993 è stata un momento speciale”, ha detto Desailly. “Era la prima volta che una squadra francese vinceva la competizione. La prima volta per un club che è un po' folle, come anche i suoi tifosi, ma in maniera positiva".

“E noi siamo andati a Monaco e l'abbiamo vinta in un momento delicato per il nostro presidente, Bernard Tapie, quindi è stato qualcosa di speciale, di unico”.

La squadra francese è stata poi sanzionata - L'OM è stato privato del titolo della Ligue 1, retrocesso e squalificato dalle competizioni europee, così da non poter difendere il titolo conquistato - e il Milan aveva già identificato uno dei giocatori di quella formazione come obiettivo prioritario sul calciomercato.

L1 to superstardom Desailly MILAN

Desailly si è così trasferito al Milan e in rossonero ha vinto la sua seconda Champions League, segnando anche il 4° goal nel trionfo di Atene contro il Barcellona nel 1994.

Dopo aver collezionato oltre 130 presenze in Serie A, Desailly ha trascorso l'estate del 1998 con la sua Nazionale, nella quale ha giocato insieme a Barthez e al capitano Deschamps, vincendo i Mondiali prima di trasferirsi al Chelsea per 6 stagioni. Nel 2000, sempre con la maglia della Francia, ha aggiunto nel suo curriculum la vittoria degli Europei.

Ma a conservare un posto speciale nel suo cuore è Marsiglia.

“Tu ricordi sempre la tua prima volta”, ha detto. “Per me è stata una grande emozione, soprattutto perché nessuno si aspettava che potessimo vincere”.

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