Dalla Ligue 1 a superstar: Robert Pires

Robert Pires non era sicuro di voler diventare un calciatore.

Sentiva come se la vita intorno a lui stesse scivolando via. Mentre gli amici di quindici anni si divertivano, cercavano storie e se stessi, per Pires il tempo volava via semplicemente studiando, allenandosi e dormendo.

Il calcio era diventato un lavoro serio. Talento precoce era la stella della squadra C del Reims. I sacrifici si sentivano, erano il pedaggio da pagare e Robert non fu sicuro che ne valesse realmente la pena finche sua madre Mirabel non gli ricordò quale fosse il suo sogno e cosa la vita del calciatore poteva offrigli.

Nato il 29 ottobre (o il 29 gennaio a causa di un errore amministrativo dell’ufficio immigrazione) a Reims, robert era figlio di madre spagnola e padre portoghese.

Antonio Pires si erano da poco sposati ed erano da poco arrivati in Francia, Antonio era fuggito dal Portogallo per non essere mandato a combattere nella Guerra d’Indipendenza Angolana, cosa che gli sarebbe toccata durante il servizio militate.

Pires - Metz

A seconda di quale genitore l’avrebbe vestito di mattina, Robert è cresciuto sfoggiando o il rosso acceso del Benfica o il bianco scintillante del Real Madrid. Il francese veniva parlato poco in casa e questo ha reso complicate per lui le cose a scuola all’inizio, però era il pallone a parlare per lui.

Classico numero 10, Pires è stato portato dal suo talento fino alle giovanili del Metz, nella parte nord orientale della Francia, ad appena un paio di ore da casa. A 19 anni ha firmato il suo primo contratto da professionista e fu proprio in quel periodo che il suo allenatore nella squadra riserve, Philippe Hinschberger, lo spostò nella zona sinistra del campo. Una decisione che cambiò la carriera del ragazzo.

“E’ stato la prima persona che mi ha fatto giocare ala sinistra”, ha dichiarato Pires al French Football Weekly. “Si può dire che la cosa abbia funzionato! E’ lì che è iniziata la mia storia”.

Pires ha debuttato in Ligue 1 nel 1993, contro il Lione, ed ha impiegato poco tempo a guadagnarsi un ruolo fisso in prima squadra. E mentre il giovane talento volava sulla fascia, il Metz volava in classifica. Pires venne eletto giovane dell’anno in Ligue 1 nella stagione 1995-96, nel frattempo la sua squadra era passata dal dodicesimo, poi all’ottavo fino al quarto posto in campionato.

In Europa erano in molti a prendere nota. Tra coloro che lo osservavano da vicino anche quel Benfica per il quale aveva tifato da ragazzo ma, deludendo non poco il padre, lui decise di non muoversi: “Scelsi di non andarci perchè volevo continuare a giocare e a migliorare al Metz”.

Ed è esattamente quello che fece. Il 6 aprile di quello stesso anno, Pires vince il suo primo trofeo, la Coppa di Lega battendo in finale il Lione.

France Brazil World Cup 1998

Nella stagione successiva Pires realizzò 11 reti in campionato per il terzo anno consecutivo ed il Metz chiuse la stagione al quinto posto. Quella del 1997-98 doveva essere la loro annata, ma il tutto si concluse con una terribile delusione.

Il Metz fu per pochi minuti campione di Francia, un goal di Yoann Lanchor permise però al Lens di appaiarlo in classifica e di vincere poi il titolo grazie ad una migliore differenza reti.

“Fu un momento molto, molto difficile, per noi ma anche per tutta la città. Sarebbe stato bello vedere il nome del Metz nell’albo d’oro, sarebbe stato magnifico”.

Pires continuava ad avere estimatori ovunque ma decise di continuare a crescere in Ligue 1 e, nonostante le proteste del suo presidente, di unì al Marsiglia.

Robert Pires Paul Scholes Marseilles Manchester United 19101999

Fu un trasferimento che si rivelò tutt’altro che fortunato. Nella sua prima stagione Pires e compagni persero prima il campionato per un punto e poi la Coppa Uefa in finale contro il Parma di Hernan Crespo. “Ancora una volta secondo! Per me fu ancor più difficile accettarlo”, ebbe modo di dire.

Nella stagione successiva, con un Marsiglia in caduta libera, venne addirittura spogliato della fascia di capitano. Nel 2000 il suo tempo in Ligue 1 era ormai giunto al termine. Aveva collezionato 228 presenze condite da 51 reti, ma nessun titolo.

Era arrivato di momento di dare una delusione anche alla mamma, visto che decise di rifiutare il trasferimento al Real Madrid per spostarsi in Premier League dove ad attenderlo c’era l’Arsenal e dove ha realmente scoperto tutto ciò che il calcio ha da offrire. Realizzò tutti i suoi sogni, se non quelli di sua madre.

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