Dalle spese 'folli' al progetto: Monaco campione con una nuova mentalità

Quando nel 2011 , il ricco magnate russo Dmitrij Rybolovlev acquistò il Monaco , i tifosi del club monegasco iniziarono a sognare in grande. Investimenti, grandi acquisti e, magari, una nuova opportunità per puntare a quella Champions accarezzata nel 2004 e svanita poi sotto i colpi del Porto di Josè Mourinho .

Rybolovlev, sulla scia del connazionale Abramovich e del 'vicino di casa'  Al-Khelaifi aveva inizialmente - per lo meno in apparenza - tentato di lanciare in orbita il Monaco seguendo la politica del sensazionalismo, degli acquisti portati a termine senza badare a spese e della reazione a catena derivante dalla presenza di stelle in organico che, solitamente, non fanno altro che attirare altre stelle.

Poi, però, arrivò l’improvviso cambio di rotta, figlio anche del ‘divorzio del secolo’ (come è stato ribattezzato dal quotidiano svizzero ‘Le Temps’), quello tra Rybolovlev e l’ex moglie Elena. Più di 3 miliardi di euro la cifra che il magnate russo ha dovuto versare alla sua ex signora, vale a dire la metà del suo intero patrimonio.

Da lì il ridimensionamento del club che però, a conti fatti, è stato solo parziale. Anzi, a conti fatti non ha rappresentato altro che il punto di partenza di una nuova rinascita. Mediante una gestione oculata ed un perfetto mix tra giovani talenti e calciatori d’esperienza, la squadra guidata dal 2014 dal portoghese Leonardo Jardim è riuscita a raggiungere per due volte nelle ultime tre stagioni i quarti di finale di Champions League, spingendosi quest'anno sino alle semifinali.

James Rodriguez Monaco

E lo ha fatto cambiando radicalmente filosofia rispetto a quella che, nell’estate del 2013, aveva portato nel Principato James Rodriguez e Radamel Falcao , pagati complessivamente 130 milioni di euro.

I due colombiani sembravano destinati ad essere soltanto i primi ‘pezzi da novanta’ del Monaco russo ma, alla fine, si sono rivelati soltanto di passaggio. Ma, se James è stato ceduto a titolo definitivo al Real Madrid , Falcao è stato girato soltanto in prestito, prima al Manchester United e poi al Chelsea dove, complici anche i numerosi problemi fisici, non è riuscito a lasciare il segno. Sparito dai radar, El Tigre  è tornato al Monaco e, tra lo stupore generale, è rinato: è lui il volto della rinascita del Monaco, è lui il trait d’union tra il Monaco che sarebbe potuto essere e ciò che in realtà è.

Puntando su giovani talentuosi come Fabinho, Lemar, Bernardo Silva e Mbappè , su giocatori affidabili come Germain e Glik e, appunto, su stelle di riferimento come Falcao e Joao Moutinho , il Monaco ha creato un mix che ha fatto faville, non solo in Europa, dove il sogno Champions dei monegaschi si è infranto contro la Juventus .

La splendida cavalcata in Ligue 1, vinta in volata sul PSG,  ha regalato quel titolo che mancava ormai da 17 anni: da quando, per capirci, la coppia d’attacco della squadra monegasca, allenata da Claude Puel, era composta da David Trezeguet e Marco Simone e, tra gli altri, i vari Lamouchi, Giuly, Riise e Rafa Marquez che avrebbero poi calcato per anni i campi della Serie A.

Monaco 1999-2000

Adesso, a mettere insieme goal su goal, ci sono Falcao e Mbappè. E poco importa se gli investimenti in stile Chelsea e PSG non sono arrivati, ciò che conta è il risultato e di questo a Montecarlo non possono proprio lamentarsi.

  @RenatoMaisani

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