Davide Nicola: l'allenatore specialista delle salvezze

Matteo Govoni
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"Se salvo il Crotone, vado a Torino in bicicletta". Davide Nicola fece questa promessa, ai microfoni di Sky Sport, prima della partita, poi vinta, contro l'Inter nell'aprile 2016, in una stagione fino a quel momento complicatissima in cui il suo Crotone aveva raccolto appena 9 punti nell'intero girone di andata. All'ultima giornata, la sua squadra concretizzò il definitivo sorpasso sull'Empoli che valse la clamorosa salvezza, motivo per cui poi mantenne la parola data e percorse oltre 1300 km in 9 giorni con la sua bici. Da ieri nuovo allenatore del Torino, nel mezzo va ricordata la salvezza raggiunta con il Genoa nella scorsa stagione, che, ciononostante, non fu abbastanza per meritarsi il rinnovo contrattuale.

Davide Nicola sposa dunque la causa di Urbano Cairo, prendendo in mano una squadra quanto mai demoralizzata per i risultati deludenti di questo girone d'andata: non si può, tuttavia, paragonare alla situazione di classifica di cui abbiamo parlato poc'anzi di quel Crotone, ben più lontano dal quartultimo posto rispetto a questo Torino. Se vogliamo, i problemi della squadra attuale sono di diversa natura. I granata, oggi, si mostrano una squadra debole mentalmente, che alla prima difficoltà si scioglie, a causa del fatto che probabilmente né i giocatori, né lo stesso Giampaolo, si sarebbero aspettati di dover far fronte a tante difficoltà. Una squadra che non è riuscita neanche ad aggrapparsi alla leadership del capitano, Belotti, e che non mostra una ben che minima unità d'intenti. Lo dimostrano le tante rimonte subite, quella nel derby nel finale e quella di San Siro contro l'Inter, su tutte.

Qui, ai tempi del Crotone, in un Crotone-Genoa di scena all'Ezio Scida | Maurizio Lagana/Getty Images
Qui, ai tempi del Crotone, in un Crotone-Genoa di scena all'Ezio Scida | Maurizio Lagana/Getty Images

Quel Crotone, ben meno dotato dal punto di vista tecnico, era consapevole di dover lottare ogni singolo minuto per portare a casa punti preziosi, ed è stata proprio la forza del gruppo a permettere ai calabresi di compiere una tale impresa. Ecco: è proprio questo che serve al Torino attuale. Nicola deve, prima che instaurare una precisa identità tattica, ridare autostima all'ambiente, depresso dopo le tante difficoltà incontrate fin qui. La rosa non rispecchia la posizione di classifica che attualmente occupano i granata, ma la qualità tecnica non è l'unico aspetto fondamentale nel calcio. Il tecnico piemontese dovrà lavorare tanto sulla testa dei giocatori: se questi si renderanno conto di dover lottare l'uno per l'altro, di mantenere un'attenzione costante all'interno del 90', ecco che poi le qualità tecniche dei singoli (Belotti, Verdi e Singo su tutti) potranno essere determinanti per trascinare il Torino in una posizione di classifica più tranquilla.

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