Dejan Kulusevski, il bomber juventino di Coppa Italia

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Sempre e solo lui. Dejan Kulusevski è il bomber della Juventus in Coppa Italia. Il suo tabellino segna un ritmo impressionante: tre goal in cinque partite, sempre accompagnati da un assist. E lo ha confermato nella serata più prestigiosa, quella che valeva il trofeo, quella del riscatto in una stagione piuttosto deludente. Del resto, in campionato le cose sono difficili per la Juventus e di conseguenza anche per lo stesso Kulusevski, responsabilizzato così giovane e nella sua prima stagione in una squadra di livello. Dopo un inizio brillante, ha segnato solo una rete in cinque mesi. Ma il 21enne svedese è molto di più di statistiche e numeri perché ciò che dà in campo è di fondamentale importanza. Lo dimostra il fatto che è l’uomo con più presenze in stagione e che Pirlo lo ha scelto come partner di Ronaldo in questo finale, schierandolo contro l’Atalanta e l’Inter, pur avendo tutto l’attacco a sua disposizione.

Proprio contro l’Atalanta, squadra che l’ha portato nel calcio che conta, ha vinto il suo primo importante trofeo. Segnando da quella che adesso potrebbe essere chiamata la “mattonella Kulusevski”: pochi passi dentro l’area, spostato sulla destra, pronto a far partire un tiro a giro micidiale. Aveva segnato così alla Sampdoria, al Genoa e rasoterra al Verona e al Parma.

La mattonella Kulusevski | Alessandro Sabattini/Getty Images
La mattonella Kulusevski | Alessandro Sabattini/Getty Images

Nel lungo percorso della Coppa Italia, si è sempre guadagnato un posto da titolare: infatti, tra tutti gli attaccanti della Juventus, è quello che si integra meglio con Ronaldo grazie anche al suo dinamismo. In più il suo lavoro in fase di non possesso palla è asfissiante, capace di soffocare i creatori di gioco avversari. Lo sa bene Brozovic che ha trovato questo ostacolo sia in campionato, sia in Coppa Italia (dove tra l’altro Kulusevski ha segnato nella doppia sfida ai nerazzurri). Infatti, l’unica partita che la Juventus ha perso contro l'Inter è stata quella in cui il 21enne svedese non era partito titolare, ma solo dalla panchina, quando ormai il risultato era compromesso.

Il riscatto così è arrivato, per lui e per i bianconeri. Dopo aver alzato la coppa al cielo, ha postato questa frase: “Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare”

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Il futuro della Juventus è tutto suo, insieme all’alto talento in rosa, ovvero Federico Chiesa. A differenza dello svedese, il giocatore italiano è già arrivato a quota 5 stagioni in A. Inoltre, Kuliseviski è stato rimbalzato in tre ruoli diversi perché la necessità lo richiedeva o l’intuizione lo indicava. Mostrando sì la sua duttilità, ma forse frenandolo un po’. Le critiche sono arrivate e, con la sua esultanza di ieri, le ha volute zittire. Come a voler dimostrare di essere un tassello importante della Juventus. Lo sanno bene Pirlo e compagni che lo hanno sommerso, a testimonianza della grande stima nei suoi confronti.

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