Dello sportivo australiano si erano perse le tracce da 24 ore dopo un lancio da Monte Cimone

Matt Munting
Matt Munting

Il 35enne base jumper Matt Munting è stato trovato morto in un canalone nelle Alpi Giulie Occidentali: dello sportivo australiano si erano perse le tracce da 24 ore dopo un lancio da Monte Cimone in territorio di Chiusaforte nell’Udinese. Munting era una vera leggenda dello sport estremo con 3500 lanci con i paracadute e 400 tuffi con la tuta alare. Secondo quanto spiegato dal Corriere della Sera Munting è la “seconda vittima nel giro di 24 ore in Italia”. La stima mondiale è più indicativa: dal 1981 ad oggi in tutto in pianeta questo sport estremo ha fatto 431 vittime totali. Il

Il base jumper Matt Munting trovato morto

Prima del lancio che gli è costato la vita Munting aveva passato la notte con la moglie in un bivacco e proprio lei, che lo attendeva sul piano del Montasio aveva lanciato l’allarme non vedendolo giungere. Le ricerche sono partite a tappeto con gli uomini del Soccorso Alpino e con un elicottero della Protezione Civile Fvg. Proprio dal velivolo ad un certo punto è stata avvistata l’attrezzatura in un canale tra il Monte Cimone e il Jof di Goliz.

I soccorsi rimandati e il recupero del corpo

Dopo l’arrivo di una eliambulanza si è cercato di raggiungere la zona ma i soccorritori hanno dovuto desistere a causa del maltempo. Le ricerche avevano ripreso lena oggi e un team di quattro soccorritori ha ritrovato e recuperato il corpo del base jumper. Il corpo era sul fondo del canalone a 2.050 metri di quota ed a circa 300 metri dal punto di lancio.

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