Deulofeu: 'A un passo dal ritorno al Milan, ecco perché sono a Udine. La dieta di Montella, Donnarumma e Suso...'

·2 minuto per la lettura

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport il fantasista dell'Udinese Gerard Deulofeu ha svelato diversi retroscena legati all'ultimo mercato che lo ha visto approdare in Friuli ripercorrendo, in vista di Udinese-Milan anche il suo passato in rossonero.

IL MILAN - "Non vedo l’ora di affrontarli, stanno facendo molto bene, anche con Ibrahimovic. Ma sono convinto che se giochiamo con più intensità possiamo vincere anche perché dobbiamo fare punti".

POTEVO TORNARE - "Era un’opzione, come lo è stato il Napoli e altre big. Poi si è deciso per Udine perché a me serve giocare con continuità per tornare al mio livello. Io vivo per il calcio e voglio sempre giocare, stare in panchina non mi piace".

DEVO GIOCARE - "Se non gioco non sono felice. Mi manca ancora un po’ di velocità e di intensità per tornare al mio livello. Ma ho segnato il primo gol, ora dobbiamo solo cambiare con i risultati in campionato. A me importa il presente. Per costruire il futuro. La discontinuità mi ha frenato. Non sono stato regolare. Ora c’è la maturità".

MONTELLA E LA DIETA - "Io adoro le verdure. Le mangio sempre. Con lui ho stabilito una buona relazione anche fuori dal campo. Giocavo nel 4-3-3 a sinistra, a tutta velocità, sfruttando l’uno contro uno, come faccio da quando ero ragazzino anche nelle nazionali giovanili spagnole".

I RICORDI ROSSONERI - "Di quel Milan sono rimasti solo in tre? È il calcio. Sono cambiate due proprietà. Ogni tanto mi sono sentito con Gigio via Instagram. Quanti gol gli facevo. Con Suso eravamo sempre insieme, andavamo spesso al ristorante ed eravamo felici. Ronaldinho, che adoravo, insegna che il calcio è allegria".

SALVEZZA - "Devo aiutare la squadra a far bene, ma è un buon gruppo con tanta professionalità. Pereira e Pussetto con i quali sono stato al Watford mi aiutano nell’inserimento, ci sono argentini, brasiliani, spagnoli, sto bene. E De Paul è un giocatore di livello troppo alto. Abbiamo perso immeritatamente delle partite"