Diabolik ucciso da un sicario vestito da runner: cronisti aggrediti dagli ultrà

Calciomercato.com

Emergono nuovi particolari sull'assassinio di Fabrizio Piscitelli, 53 anni, il capo ultrà della Lazio soprannominato Diabolik. Freddato ieri a Roma mentre era seduto su una panchina al parco degli Acquedotti da un sicario vestito da runner con un colpo di pistola calibro 7,65 alla nuca. Alcuni passanti hanno chiamato la polizia, è intervenuto il commissariato Tuscolano, poi la Digos, la squadra mobile e la scientifica per eseguire i rilievi. Nella notte il corpo di Piscitelli è stato portato al Policlinico Tor Vergata per l'autospia.

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Sul posto è arrivata prima una delle sorelle ("Me dovete sta’ dietro: perché io questo lo cerco. Lo cerco e lo trovo. E se lo trovo l’ammazzo") e poi il fratello: "Voglio mio fratello, fateme vedè mio fratello, dov’è mio fratello? Hanno ammazzato un santo".
A seguire è stato il turno degli amici e di gruppi di ultrà che hanno aggredito fotografi, cameramen e giornalisti: "Infami, sciacalli, aguzzini. Levateve, annatevene... Non è morto uno qualsiasi e voi ve dovete leva’, ve ne dovete anna’". La polizia si è messa in mezzo evitando il peggio.

Sull'omicidio indagano i magistrati dell’antimafia: la pista sarebbe quella di un regolamento di conti, Piscitelli aveva contatti con la criminalità organizzata con trascorsi nel traffico di droga.

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