Dietro alla riforma della Coppa Italia motivi economici e di calendario, per 'colpa' della Champions: le ultime

·1 minuto per la lettura

L'Assemblea di Lega ha raggiunto l'accordo per una nuova formula che riguarda la Coppa Italia. Dall'anno prossimo infatti sono previsti degli importanti cambiamenti, che hanno già suscitato parecchie polemiche.

I club infatti hanno deciso di tagliare fuori le serie minori dalla competizione. La riforma prevede la presenza di 40 club, tutti di Serie A e Serie B. Alcuni hanno suggerito paragoni con la SuperLega, denunciando la natura poco meritocratica del nuovo format.

Juventus v SSC Napoli - Coppa Italia: Final | Marco Rosi/Getty Images
Juventus v SSC Napoli - Coppa Italia: Final | Marco Rosi/Getty Images

La logica, tuttavia, è principalmente di natura economica, in particolare legata al tema dei diritti tv. Stando a quanto riferito dai colleghi de La Repubblica, l'obiettivo della Lega di A è quello di incassare almeno 40 milioni di euro dalla vendita dei diritti tv per la Coppa Italia. Attualmente la Rai ne investe 35 per Coppa Italia e Supercoppa, per un totale di 105 milioni nell'ultimo triennio. Nel prossimo bando potrebbe esserci un rilancio di Mediaset, che potrebbe entrare in corsa con la Rai. Inoltre, a parte il discorso economico, di mezzo c'è anche un problema legato al calendario. La nuova Champions League imporrà 100 partite in più, richiedendo ben 7 finestre aggiuntive in cui disputare le gare. In tutta Europa si studia la riduzione dei campionati a 18 squadre.

Segui 90min su Telegram per rimanere aggiornato su tutte le ultime novità di Coppa Italia.