Dino Zoff e il 'Papa portiere': "Un ruolo a parte, lotta contro altri e con se stesso"

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"Quello del portiere è un ruolo di responsabilità, di concretezza, di prevenzione, un qualcosa a parte rispetto agli altri calciatori: devono lottare contro tutti e con sé stessi". Dino Zoff, uno dei più grandi portieri della storia del calcio italiano, all'Adnkronos commenta le parole di Papa Francesco in versione 'numero 1'. Il pontefice, in una intervista alla Gazzetta dello Sport, ha ricordato come da ragazzo giocasse in porta e della "grande scuola di vita" che questo ruolo insegna in quanto "il portiere deve essere pronto a rispondere a pericoli che possono arrivare da ogni parte".

"I portieri non sono degli artisti e non 'creano', sono semmai giocatori che devono tamponare le giocate degli attaccanti avversari -prosegue Zoff-, in generale sono più uomini di sport mentre per altri la preponderanza è quella dello spettacolo. Diciamo che resta un ruolo di solitudine, un ruolo a parte", dice Zoff.

"Il tratto distintivo del portiere credo sia il senso di responsabilità che si sente, non che deve avere, rispetto agli altri giocatori e alla squadra, che è certamente diverso", osserva Luca Marchegiani, numero 1 del Torino e della Lazio scudettata nel 2000. "Poi ci sono aspetti come la solitudine, specialmente in passato più che adesso, è un atleta diverso rispetto agli altri e non solo per il fatto che gioca anche con le mani, ma per l'approccio alla partita", dice all'Adnkronos.

"Credo siano queste un po' le cose che fanno del portiere un ruolo un po' speciale rispetto agli altri compagni. Per come l'ho vissuta io c'è un forte senso di responsabilità ed il fatto che devi in qualche maniera dare sicurezza al reparto e al resto della squadra", conclude.