Direttore Londra Italia: "Stasera a Wembley saremo tutti ambasciatori, con onore tiferemo per chi non può essere qui"

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''Onore'' e ''responsabilità''. Questi i sentimenti che provano gli italiani a Londra che questa sera varcheranno le porte dello stadio di Wembley per assistere alla semifinale degli Europei tra Italia e Spagna. Tra loro anche Francesco Ragni, direttore e fondatore del giornale online 'Londra, Italia', dal 2014 testata di riferimento per la comunità italiana nella capitale britannica. ''Per una sera, a Wembley, saremo tutti Ambasciatori d'Italia'' racconta ad Adnkronos mentre il suo cellulare viene ''sommerso di messaggi di amici in Italia che mi chiedono di fare il tifo anche per loro'' e così ''noi italiani a Wembley ci faremo sentire. Non so quanti saremo, ma sicuramente molto più degli spagnoli''.

Un ''onore'', quindi, poter assistere alla partita, anche grazie ai ''6.400 biglietti messi a disposizione a un prezzo contenuto esclusivamente per gli italiani che vivono qui'' e che ha permesso ''a tanti di noi una maggiore facilità di accedere a questo evento''. Ma anche ''un senso di responsabilità per il fatto di essere qui a tifare la Nazionale anche per chi non è potuto arrivare dall'Italia per i vincoli della quarantena'' imposta per limitare la diffusione del coronavirus.

''E' una partita particolarmente sentita'' ed è ''un continuo scambiarsi messaggi via Whatsapp o attraverso gruppi Facebook per chiedere se si ha il biglietto, per organizzare di trovarsi'', ha proseguito Ragni, convinto che ''questa sera sarà bellissimo''. Siciliano di nascita e a Londra dal 2009, Ragni è andato ad assistere dal vivo anche alla partita tra Italia e Austria. ''La differenza è che per Italia-Austria la capienza era di 20mila posti e quindi lo stadio era poco pieno. Invece per Italia-Spagna la capienza sarà portata a 60mila spettatori su circa 85mila posti, quindi lo stadio sarà pieno per tre quarti''.

''Sono occasioni importanti, per chi sta qui partite di questo tipo hanno un significato ulteriore perché rappresentano un'opportunità per sentire di nuovo un legame con l'Italia lasciata per scelta, per necessità'' e anche ''per avvicinare alle loro origini i figli degli italiani nati qui'', spiega Ragni. Anche perché in questo momento, ''tra Covid e Brexit, la distanza con l'Italia è molto aumentata, si sente molto più di prima'' dato che i collegamenti con il nostro Paese ''sono molto più complicati''.

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