Diritti tv: la serie A punta all’asta finanziaria, ma Cvc si ferma. Intanto è tensione tra Lega e Sky: bloccato il segnale?

Calciomercato.com

Miliardi in gioco, la partita per il futuro della serie A entra in una nuova fase. Il vincolo di esclusiva per trattare con il fondo Cvc è scaduto ieri, in realtà era già decaduto da un po’, da quando sui tavoli della Lega erano arrivate manifestazioni d’interesse di altri private equity, Bain ed Advent. Come scrive il Corriere della Sera nell’assemblea di martedì i presidenti saranno chiamati a esprimersi non solo sulla proposta più solida ma anche se sposare un modello di business differente rispetto a ora, basato su una società partecipata da uno dei soggetti finanziari con accordo pluriennale per vendere i diritti tv. La Lega serie A pensa di aver ottenuto l’effetto sperato: una gara al rialzo, ma adesso deve riscuotere.

Il tema è caldo, da Cvc non arriverà una proposta migliorativa rispetto ai 2,2 miliardi per una quota fino al 20% della serie A. Gli ex padroni della F1 e attuali investitori nel rugby non intendono esporsi ulteriormente né rivelare altri dettagli alla concorrenza, il loro piano ha convinto alcuni grandi club fra i quali il Milan e una parte dei piccoli, anche perché avrebbe garantito la prima iniezione di liquidi entro l’estate. Senza esclusiva si scopriranno le carte (più alte) di Bain, assistito dall’ex a.d. del Milan Marco Fassone, e Advent. Già coppia fissa in diversi affari, i due fondi: dal sistema di pagamenti digitali Nexi, all’interesse per Telepass. 

Intanto non è risolta la vicenda relativa al pagamento dell'ultima rata di Sky (131 milioni). La Lega non ha inviato a Rogoredo nuove lettere e continua ad attendere la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Milano. Sembra però che l'attesa sia destinata ad andare avanti ancora, magari per un paio di settimane. Dazn e Img si sono impegnate a pagare entro sabato la prima metà della loro ultima rata, Sky continua a chiedere un riequlibrio dei pagamenti, che poi altro che non è che uno sconto, mentre i presidenti di A, ora sicuri di portare a termine il campionato, non vogliono concederlo perché non lo hanno accordato agli altri broadcaster. Per dare una scossa - scrive il Corriere dello Sport - serve un gesto forte ovvero lo sport al segnale a Rogoredo: la Lega è pronta a bloccarlo a 6 giornate dalla fine ovvero il 12 luglio. In quella data la percentuale di partite concesse sarà uguale alla percentuale di gare pagate, l'83%.  

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