Djokovic no vax, a rischio anche Roland Garros

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Senza vaccino, Novak Djokovic rischia di essere escluso anche dal Roland Garros. Il serbo, numero 1 del tennis mondiale, è appena stato espulso dall'Australia, che ha giudicato irregolare il visto del 34enne. Djokovic non può partecipare all'Australian Open, prima prova stagionale dello Slam, iniziato oggi a Melbourne. Dal 16 maggio, a Parigi, è in programma il Roland Garros. E si rischia un nuovo caso Djokovic.

Il pass vaccinale, adottato domenica sera in Francia, sarà infatti applicabile agli atleti professionisti stranieri. Djokovic, non ancora vaccinato, rischia di trovarsi davanti un altro semaforo rosso. Qualsiasi atleta, anche professionista, che arriva per una competizione in Francia, come per il Roland-Garros (ma anche per il Sei Nazioni o la Champions League), deve essere vaccinato per entrare in un palazzetto, ha precisato il Ministro Delegato allo Sport Roxana Maracineanu dopo l'adozione del pass vaccinale.

"Il pass vaccinale è stato adottato. Non appena la legge sarà promulgata, diventerà obbligatorio per l'ingresso negli edifici pubblici già soggetti al pass sanitario, per tutti gli spettatori, praticanti, professionisti francesi o stranieri", ha spiegato la ministra francese per lo Sport, Roxana Maracineanu, dopo l'allontanamento di Novak Djokovic dall'Australia, e in vista del Roland Garros.

"Grazie al movimento sportivo per il lavoro di convinzione con gli ultimi e rari non vaccinati. Lavoreremo insieme per preservare le competizioni e per essere gli ambasciatori di queste misure a livello internazionale". Questa posizione chiarisce le osservazioni fatte la scorsa settimana dalla Maracineanu che aveva lasciato intendere che la bolla sanitaria in vigore durante il torneo Roland-Garros (16 maggio-5 giugno) avrebbe consentito di ricevere atleti non vaccinati dall'estero, come Djokovic. Questa opzione non è più sul tavolo. Un comunicato del ministero dello Sport afferma che entro maggio "la situazione potrebbe cambiare" ma che al momento tutto è bloccato: "Non c'è deroga", si legge sull'Equipe.

Alla domanda su Rmc anche Christophe Castaner, presidente del gruppo LaREM all'Assemblea nazionale ha chiuso la porta. “Non c'è dubbio che per i grandi sportivi, per gli artisti, per le 'personalità'' si deroga alla regola. La regola vale per tutti. Lui (Djokovic) non ha vocazione a giocare se non rispetta una regola che si applicherà a spettatori, raccattapalle, professionisti che gestiranno un negozio Roland-Garros...". Espulso domenica dall'Australia senza poter disputare il primo Grande Slam dell'anno, il numero 1 del mondo non ha quindi più alcuna garanzia ad oggi di partecipare al Major parigino di cui è detentore del titolo. Sapendo che è già improbabile vederlo a Indian Wells e Miami a marzo, il serbo si prepara a mesi di totale incertezza.

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