Dopo i fatti di Taranto, l'AIC auspica una risposta forte: "Tuteliamo i calciatori"

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Dopo i gravissimi fatti di Taranto, scende in campo anche l'AIC (Associazione Italiana Calciatori), che stigmatizza quanto sempre più spesso sta accadendo in Lega Pro, relativamente alle contestazioni con metodi violenti da parte di tifosi nei confronti delle proprie squadre del cuore.

"Abbiamo superato ogni limite - ha affermato il vice-presidente dell'AIC Umberto Calcagno, come riferisce l'Agenzia Ansa - Parleremo con tutti i rappresentanti delle 60 squadre e con i vertici della Lega Pro. In base a quello decideremo cosa fare per contrastare questo fenomeno".

Dopo i fatti di Ancona, Catanzaro e Matera, è stata Taranto a vivere un pomeriggio di ordinaria violenza, quando nei pressi dello stadio Iacovone una trentina di presunti tifosi tarantini, incapucciati e armati di bastoni e coltelli, hanno aggredito i calciatori rossoblù durante l'allenamento.

La Lega Pro ha deciso di rinviare a data da destinarsi la partita del Taranto contro la Paganese, che era in programma domenica 26 marzo, ma l'AIC auspica prese di posizione ancora più dure... "Occorre un gesto forte di tutto il sistema verso qualcosa che col sistema non ha nulla a che fare, ossia i violenti - ha proseguito Calcagno - Perché bisogna tutelare i calciatori. Non è possibile avere paura di essere picchiato o minacciato di morte se hai perso una partita".

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