Dopo il closing via al piano cinese per il Milan: via Montella, obiettivo Mancini

Yonghong Li, futuro presidente del Milan, vorrebbe Mancini in panchina nella prossima stagione: l'ex tecnico dell'Inter non direbbe di no ai cinesi.

Dopo l'arrivo di Han Li, braccio destro di Yonghong Li, in Italia, e l'incontro proficuo con Fininvest nella giornata di lunedì, permangono ormai pochi dubbi sul fatto che il passaggio di proprietà del Milan sarà ufficiale il prossimo 13 aprile. Venerdì il club rossonero passerà in mani cinesi, e terminerà l'era Berlusconi.

Il Cavaliere ha preso la decisione definitiva di rifiutare anche la presidenza onoraria del club, in quanto a closing avvenuto, considererà conclusa la sua avventura da patron della società. Al suo fianco resterà l'attuale a.d. Adriano Galliani, che dunque, secondo quanto riferisce 'La Gazzetta dello Sport', lascerà il mondo del calcio per ricoprire un incarico da super manager in Fininvest.

Il luogo delle firme non sarà invece Arcore, e nemmeno Casa Milan, ma saranno gli uffici di Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners in piazza Belgioioso, nel centro del capoluogo lombardo.

Una novità riguarda anche la composizione del nuovo CdA: fra i consiglieri, sempre secondo 'La Gazzetta dello Sport', è sempre più probabile la presenza di Paolo Scaroni, ex a.d. di Eni e oggi vicepresidente della banca d’affari Rothschild, uno degli advisor dei cinesi

Alla svolta proprietaria potrebbe poi seguire una svolta tecnica. Secondo quanto evidenzia stamane 'Tuttosport', infatti, i cinesi sarebbero pronti dopo il closing ad avviare il piano per portare Roberto Mancini sulla panchina del Milan nella prossima stagione.

L'allenatore jesino è stato a lungo un rivale dei rossoneri, legando il suo nome alle fortune dell'Inter, ma per il quotidiano torinese sarebbero inequivocabili i segnali di un avvicinamento nell'ultimo periodo al club rossonero e di una presa di distanza dall'attuale società nerazzurra. "La squadra ha ottimi giocatori, - ha dichiarato Mancini sull'Inter martedì a 'Sky Sport' - non so se si può dire altrettanto dei dirigenti".

Viceversa lo stesso tecnico aveva speso parole al miele lo scorso 3 febbraio su Fassone e Mirabelli, rispettivamente futuro a.d. e d.s. del Milan: "Fassone è il top, - aveva affermato Mancini - è competente, sa di calcio ed è una persona per bene, un peccato mandarlo via dall’Inter. Mirabelli conosce benissimo i giocatori e ha il grande pregio di dirti sempre quello che pensa veramente anche se non ti piace".

E Montella? Nonostante i buoni risultati conseguiti e il gradimento dei tifosi, per l'Aeroplanino potrebbe dunque materializzarsi l'esonero a fine stagione. Per i cinesi infatti Mancini rappresenterebbe il giusto profilo e la prima scelta per la panchina. Dal canto suo l'ex numero 10, professionista serio, non direbbe di no alla proposta rossonera nonostante i lunghi trascorsi in nerazzurro.

Se dovessero arrivare però un successo nel derby alla vigilia di Pasqua e a fine stagione la Qualificazione all'Europa League, per la nuova proprietà non sarà semplice tuttavia motivare agli occhi dei tifosi la scelta di un cambiamento tecnico così sostanziale. 

Fermo sostenitore di Mancini sarebbe proprio Yonghong Li, il futuro presidente del Milan, atteso in Italia mercoledì, contestualmente al doppio bonifico necessario all’acquisizione finale del club: 180 milioni da Elliott, e appunto i 190 del patrimonio di Mister Li, denaro che si troverebbe già in Lussemburgo e non a Hong Kong. Il countdown è ormai iniziato, ancora pochi giorni e per il Milan inizierà una nuova era.

Usando Yahoo accetti che Yahoo e i suoi partners utilizzino cookies per fini di personalizzazione e altre finalità