Dortmund, Bartra ricorda l'attentato: "I 15 minuti più lunghi della mia vita"

Dal letto d'ospedale dove è ricoverato dopo l'intervento al polso, ferito nell'attentato al pullman del Borussia, Bartra racconta quei minuti.

E' stata una serata, quella di martedì, che Marc Bartra non dimenticherà mai. Per il calciatore spagnolo del Borussia Dortmund doveva semplicemente essere una serata di sport, con la sfida di Champions League contro il Monaco. Alla tensione agonistica per il match, invece, si è improvvisamente sostituito il timore per la propria vita, lo shock per un ordigno esploso al lato della strada in cui passava il pullman che portava la squadra allo stadio e la cui deflagrazione ha investito proprio il lato in cui era seduto Bartra, provocandogli in particolare delle ferite al braccio destro e, soprattutto, al polso che hanno richiesto l'intervento del chirurgo.

Quest'oggi, però, Bartra ha voluto tranquillizzare tutti sulle sue condizioni, postando sul suo profilo Instagram una foto che lo ritrae sul letto d'ospedale mentre riceve la visita della compagna e della figlia. "Oggi ho ricevuto di nuovo una visita che mi rende felice - ha scritto lo spagnolo a commento della foto - Loro sono tutto per me, la ragione per la quale lotto per superare ogni ostacolo e questo è stato il più difficile della mia vita. Non lo auguro a nessuno".

Sono stati momenti di grande paura per tutti e per lui in particolare... "Il dolore, il panico, l'incertezza su ciò che stava accadendo e quanto sarebbe durato... sono stati i 15 minuti più lunghi della mia vita - ha scritto ancora Bartra - Devo dire che lo shock di questi giorni sta diminuendo sempre di più e allo stesso tempo torna la voglia di vivere, lottare, lavorare, ridere, piangere, amare, giocare e allenarmi, godere dei momenti con le persone che amo, coi miei compagni di squadra, di sentire il profumo dell'erba prima della partita, cosa che faccio sempre per motivarmi prima del match".

Mentre sta superando lo shock, un altro sentimento affiora in Bartra... "Questi giorni, quando guardo al mio polso, sapete cosa provo? Orgoglio - ha detto ancora - Lo guardo e mi sento orgoglioso nel pensare che di tutto il dolore che volevano causare alla fine hanno ottenuto solo questo. Grazie ai medici, alle infermiere, ai fisioterapisti e a tutto coloro che mi aiutano nel guarire e far sì che il mio polso si rimetta in sesto".

"Grazie anche alle centinaia di persone, media, organizzazioni, Borussia Dortmund e compagni che mi hanno dimostrato il loro supporto e affetto - ha concluso Bartra - Anche il più piccolo gesto mi ha dato grande forza per andare avanti. Avevo bisogno di esternare tutto ciò e mettermi tutto alle spalle, così da tornare al 100% il più presto possibile. Un grande saluto a tutti".

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