Doveri: 'Arbitrare la squadra della propria città sarebbe passo avanti culturale. Var? Mi dà serenità'

L'esordio del primo arbitro donna, il VAR e la possibilità per i fischietti di dirigere partite della squadra della propria città. Daniele Doveri, arbitro dello scudetto con quattro partite di Milan e Inter dirette nelle ultime cinque giornate di campionato, è stato ospite di '30° Minuto' su Italia 7 e ha parlato a tutto campo, partendo dalla possibilità che nella prossima Serie A possa esordire Maria Sole Ferrieri Caputi: "Ferrieri Caputi sta facendo bene e si toglierà delle soddisfazioni anche in A. Per me l’arbitro dev’esser bravo, indipendentemente dal sesso. Non sono state date spinte per le quote rosa, si sono tolte delle barriere", riporta La Gazzetta dello Sport.

ARBITRARE LA SQUADRA DELLA PROPRIA CITTA' - "Sarebbe un grosso passo in avanti dal punto di vista culturale. Per esempio, all’estero succede normalmente".

VAR "Una volta dovevi gestire la frustrazione dei calciatori. Oggi hai un collega che ti dà conferma su alcuni episodi e tu ti senti molto più tranquillo, perché se sbagli vieni chiamato. Ma dà grossa tranquillità anche ai calciatori. Agevola lo svolgimento delle gare. Saper di poter correggere una decisione, a me, fa stare molto tranquillo".

RAPPORTO CON I TECNICI - "L’approccio è di non essere invadenti quando fanno il proprio lavoro, se un mister dà disposizioni tecniche non vado a dirgli che è fuori dall’area tecnica di un metro. Poi a volte le panchine trasmettono nervosismo e lì dobbiamo prendere provvedimenti".

LE PAGELLE AGLI ARBITRI - "Sfogliamo i giornali e l’occhio ci cade".

PREPARAZIONE - "In settimana fa parte della preparazione capire l’umore di una squadra e le tensioni di uno spogliatoio, per prepararsi al meglio all’appuntamento. Studiamo anche le tattiche di gioco e le caratteristiche dei vari giocatori ovviamente per quello che attiene a livello arbitrale".

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