Dramma Hubert: dall'inchiesta FIA emerge impatto di 81,8 g

Roberto Chinchero
motorsport.com

Il dipartimento di sicurezza della FIA ha completato le indagini sull'incidente avvenuto in agosto nel corso della gara di Formula 2 sul circuito di Spa-Francorchamps, circostanza in cui ha perso la vita Anthoine Hubert e ha riportato ferite molto gravi Juan Manuel Correa.

Il risultato di un lungo lavoro di analisi non ha portato all’individuazione di una singola causa che ha determinato l’accaduto, ma di una serie di fattori che hanno determinato la gravità dell’incidente.

“Una serie di eventi ha provocato una lunga e complessa sequenza di incidenti che hanno coinvolto quattro piloti – recita la relazione FIA - una sequenza che si è conclusa con l’impatto a “T” (e ad alta velocità) tra le monoposto di Correa e Anthoine Hubert. Le dinamiche dell'impatto tra le due auto, in termini di velocità e traiettoria, sono state tali da produrre un livello estremamente elevato di energia che si è tradotto in un trauma mortale per Hubert e lesioni molto gravi per Correa".

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"Un’analisi dettagliata delle varie fasi dell’accaduto non ha individuato una singola causa specifica, ma sono stati identificati molteplici fattori che hanno determinato la gravità dell'incidente. L'indagine non ha trovato prove del fatto che i piloti coinvolti non abbiano reagito in modo appropriato all’esposizione delle bandiere gialle o alle circostanze createsi in pista".

"La reazione dei commissari e della direzione gara nella gestione dei servizi di segnalazione e delle successive operazioni di soccorso è stata considerata tempestiva e corretta”.

Un caos durato 14”6 secondi

L'indagine si è svolta basandosi su interviste con le persone coinvolte, l’ispezione delle prove fisiche, l'analisi del materiale video disponibile, nonché l’esame dei dati telemetrici delle squadre coinvolte.

Questo lavoro investigativo è stato sottoposto all’analisi del gruppo di lavoro incaricato dalla FIA, presieduto dal professor Gérard Saillant. I risultati sono stati valutati ed approvati dalla FIA Safety Commission, guidata dal presidente Patrick Head, e presentata al Consiglio Mondiale.

L'indagine si è concentrata sulle quattro auto che sono state coinvolte nell'incidente: la numero 19 (Hubert), la 12 (Correa), la 20 (Giuliano Alesi) e la 21 (Ralph Boschung).

La sequenza dell'incidente, durata 14,6 secondi, è iniziata nel secondo giro di gara quando Alesi ha perso il controllo della sua monoposto all'uscita della Eau Rouge: il francese ha colpito le barriere esterne venendo poi rimbalzato in pista.

“L'indagine ha messo in luce una ragionevole probabilità - sottolinea la relazione FIA - che alla perdita di controllo della vettura da parte di Alesi abbia contribuito una perdita di pressione interna del pneumatico posteriore destro”.

In seguito all'impatto i detriti delle componenti danneggiate si sono sparsi sulla pista. Nel tentativo di evitare Alesi e i detriti, Boschung e Hubert si sono spostati sulla destra, lasciando la pista ed entrando nella via di fuga della curva 4.

La reazione di Boschung e Hubert è avvenuta prima che la bandiera gialla fosse esposta, a causa della vicinanza di questo gruppo di monoposto alla vettura di Alesi. La bandiera gialla è stata sventolata dai commissari presenti alla ‘curva 4’ 1,8 secondi dopo l'impatto della macchina di Alesi contro le barriere.

Boschung ha rallentato più bruscamente di Hubert

Durante la sua manovra, Boschung ha rallentato più bruscamente di Hubert, il quale, per evitare di colpire la vettura che lo precedeva, si è spostato ulteriormente a destra, ma nonostante la manovra, Hubert ha comunque colpito la parte posteriore della vettura di Boschung, perdendo l'ala anteriore e causando una foratura della gomma posteriore destra dello svizzero.

Ad una velocità di 262 km/h, e senza l’ala anteriore, Hubert ha perso il controllo della sua vettura, finendo contro le barriere poste sul lato destro della pista con un angolo di circa 40 gradi e ad una velocità di 216 km/h, generando una forza di picco equivalente a 33,7 g.

In seguito all'impatto, la sua monoposto è rimbalzata nuovamente in pista, ed il movimento rotatorio ha esposto il lato sinistro del telaio verso le vetture che sopraggiungevano dall'area di deflusso della curva 4.

Nel frattempo, Juan Manuel Correa è giunto nella zona dell’incidente di Alesi, colpendo i detriti lasciati in pista dalla monoposto del francese. L'impatto con i detriti è avvenuto circa 1,5 secondi dopo che la bandiera gialla era stata sventolata e ha provocato danni alla sospensione anteriore destra e la perdita dell'ala anteriore, facendogli immediatamente perdere il controllo della monoposto.

Correa ha puntato verso destra, su una traiettoria che ha poi provocato l'impatto, 1,6 secondi dopo, con la vettura di Hubert.

Impatto tra i 65,1 e gli 81,8 g

Correa ha colpito il fianco sinistro della macchina di Hubert con un angolo approssimativo di 86 gradi e una velocità di 218 km/h. La vettura del pilota francese era praticamente ferma, e la forza provocata dall’impatto è risultata tra i 65,1g e gli 81,8 g.

In seguito all'impatto, la vettura di Hubert è stata spinta fino a 105,4 km/h e ha colpito la barriera una seconda volta. Le doppie bandiere gialle sono state sventolate 2,5 secondi dopo l'impatto tra le due auto, seguite da una bandiera rossa dopo altri 2,7 secondi.

L’intervento dei soccorsi medici è scattato 12 secondi dopo l’incidente di Alesi, ed immediatamente dopo l’esposizione della doppia bandiera gialla. La prima valutazione medica sulle condizioni di Hubert sul luogo dell’incidente è avvenuta 54 secondi dopo la bandiera rossa.

16 secondi dopo l’esposizione della bandiera rossa si è innescato un incendio sulla monoposto di Correa (causato da una perdita di carburante) estinto da un commissario in 2 secondi, consentendo la prima valutazione medica sulle sue condizioni avvenuta 69 secondi dopo la bandiera rossa.

La prima squadra di soccorso, specializzata nell’estrazione dei piloti dall’abitacolo è giunto sul luogo dell’incidente 2 minuti l’impatto.

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