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Dzeko torna bomber, che bella Inter anche senza Lukaku

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I numeri dello scorso anno sono stati tutt’altro che da bomber, ma con la maglia dell’Inter, Edin Dzeko è partito con un piglio diverso. Basta confrontare le statistiche per avere di fronte agli occhi un preciso quadro della situazione: nel 2020/21, in giallorosso, il cigno di Sarajevo ha messo a segno 7 gol, un bottino decisamente magro, accompagnato da 4 assist. Pochi per il centravanti della Roma. Pochissimi per il centravanti dell’Inter, chiamato a sostituire Lukaku. La preoccupazione era soprattutto questa: che contributo sarà in grado di dare Dzeko all’Inter in termini di gol?

5 PARTITE, 4 GOL - Il 2021/22 per adesso sembra iniziato con buoni auspici, in 5 partite di campionato, infatti, Dzeko ha trovato già 4 volte la via del gol, mentre in un’occasione (contro il Genoa) ha anche fornito un assist. Insomma, nelle prime 5 di campionato, Dzeko è a soli tre gol di distanza dall’intero bottino raggiunto nell’intera scorsa stagione. Segnali incoraggianti, che lo spingono verso i numeri del 2019-20, quando a fine anno la sintesi recitava 16 gol e 11 assist in campionato. Niente male.

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DECISIVO - Gol che servono come l’aria, sia a lui che all’Inter, specie se decisivi come quelli di ieri sera. Perché finora le realizzazioni di Dzeko sono state importanti più per il tabellino che per i tre punti: contro il Genoa è arrivato il gol del 4-0, contro il Bologna, invece, il 5 e il 6-0. Di tutt’altra caratura la rete realizzata ieri sera, in primis perché su un campo storicamente complicatissimo per l’Inter, e poi anche perché ha ribaltato il punteggio, portando i nerazzurri sul 2-1.

IL CIGNO - La versione 2021-22 di Edin Dzeko sembra promettere altre perle. Se non altro perché le punte con Simone Inzaghi si trovano sempre molto e l’ex giallorosso sta confermando l’assioma. Il dopo Lukaku sembrava un enigma, un problema quasi irrisolvibile. Poi è arrivato Dzeko, che a 35 anni è tutt’altro che bollito. Certo, le sue energie andranno dosate nel corso della stagione, ma quell’intelligenza calcistica e quei movimenti da punta raffinata ci spiegano che il calcio è bello anche senza il panterone belga.    

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