E' il migliore Milan degli ultimi 9 anni: ma senza Champions sarà un mercato low cost

Federico Zanon
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Quattro giornate alla fine, un traguardo già raggiunto. Non quello più importante, la Champions League, ma quello di punti, 69, ottenuti grazie al successo contro il Benevento. Era dal 2012/13 che i rossoneri non ottenevano almeno 69 punti in una stagione di Serie A (72 in quell'occasione, ma a fine torneo), ​nelle successive sette stagioni i rossoneri hanno chiuso a 57, nel 2013-14, 52 (2014-15), 57 (2015-16), 63 (2016-17), 64 (2017-18), 68 (2018–19) e 66 (2019-2020). Numeri importanti, che sono la testimonianza della crescita del Milan targato Pioli, ma che non sono sufficienti per salvare la stagione.

FINALE - Il Milan ha ancora quattro sfide importanti da affrontare, a partire dalla prossima contro la Juventus, capace di vincere in rimonta con l'Udinese grazie alla doppietta di Ronaldo. Quella dello Stadium, dove il Diavolo non ha mai vinto nella storia, è di fatto una finale. Perdere vorrebbe dire complicarsi terribilmente il cammino verso l'Europa che conta, necessaria per i conti e per le ambizioni future. Lo ha capito bene Maldini che per compattare il gruppo e focalizzare l'attenzione solo sull'obiettivo ha deciso (forse in ritardo) di mettere in stand by ogni tipo di discorso legato ai rinnovi, compresi quelli di chi va in scadenza a giugno, ovvero Donnarumma e Calhanoglu.

RISCHIO - Il Milan si gioca il futuro in quattro partite, dopo la Juve troverà sulla sua strada Torino e Cagliari, in lotta per restare in A, e l'Atalanta. Servirà trovare energie e motivazioni per arrivare a conquistare la Champions e vivere un mercato estivo da protagonista. Senza i soldi della Uefa sarà una finestra low cost, fatta di prestiti, di scoperte e di rischi. Che difficilmente colmerebbero il gap con la metà nerazzurra di Milano, tornata a guardare il Milan dall'alto in basso.