E' la Juve di Dybala, ma è Morata che la trascina: i gol, la Champions, il riscatto

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Max Allegri ha cucito la Juve addosso a Paulo Dybala. Per ora è così, forse è giusto così. Ma in questa Juve, la Juve di Dybala, c'è un Alvaro Morata che dopo la sosta è tornato per fare la differenza o almeno provarci. D'altronde questo è l'anno in cui pure lui deve prendersi la Juve per non lasciarla più, se si continua a parlare inevitabilmente del rinnovo di Dybala è anche vero che lo spagnolo deve ancora essere acquistato dopo due anni in prestito. La Juve si è già messa in moto per puntare a un altro grande centravanti con Dusan Vlahovic in cima alla lista dei desideri accessibili in questo momento, il prolungamento di Dybala in un modo o nell'altro dovrebbe comunque arrivare, dietro Morata c'è pure un Moise Kean che scalpita e ha già il posto prenotato almeno per la prossima stagione. Vien da sé che quello che oggi è il centravanti titolare della Juve sia anche quello più in bilico per il futuro. Ma c'è tempo per pensare a quello, Alvaro ha tutta l'intenzione di sfruttarlo per convincere la Juve che esercitare quel diritto di riscatto da 35 milioni, magari rivedibile al ribasso considerando come sia da tempo fuori progetto per l'Atletico Madrid, sia la scelta più giusta.

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IN CAMPO - C'è un solo modo per tenersi stretta la maglia della Juve. Segnare, tanto. Giocare da leader, sempre. Dopo la sosta lo sta facendo. A Napoli è stato tra i migliori al di là del gol e della sconfitta, in Champions si è confermato in forma crescente e ha trascinato la Juve al successo. D'altronde è questa la competizione in cui si è spesso esaltato in bianconero, con 14 gol in 29 presenze. Se Dybala è libero di andare dove lo porta il genio, Morata è chiamato a imperversare su tutto il fronte d'attacco per creare spazi ai compagni e puntare la profondità appena possibile: il suo pane. Così può essere decisivo, così può fare quello che per un motivo o per l'altro non è mai riuscito a fare: essere considerato un titolare fisso. Germogli di maturità già la passata stagione, buon gregario di Ronaldo, meglio quando giocava al suo posto. Ora di Ronaldo deve essere uno degli eredi, uno degli uomini chiamati a far dimenticare in fretta CR7. La Juve è partita male, ma Morata negli ultimi giorni sembra aver cambiato marcia. La vera sfida è però un'altra: tenere la marcia giusta, quella alta, per tutta la stagione. Se dovesse diventare continuo allora sì, potrà togliersi di dosso l'etichetta dell'eterno incompiuto. E tenersi stretta la maglia della Juve.

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