E' una Lazio formato... Verona: da Zaccagni a Casale e Cancellieri, ora l'affondo per Ilic: cosa manca

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La Lazio di Maurizio Sarri ha cambiato faccia, soprattutto in difesa, ma i lavori di ristrutturazione non sono ancora terminati: non solo, infatti, il tecnico toscano chiede un rinforzo sulla fascia sinistra, ma oltre a Vecino (domani le visite) e Marcos Antonio serve un terzo centrocampista. E questo a maggior ragione considerando che Luis Alberto è sempre in odore di partenza, ma anche a prescindere da essa. E il serbatoio dal quale andare a pescare, come da un paio di stagioni a questa parte, è sempre quello: il Verona.

FORZA QUATTRO? - Prima Zaccagni, poco meno di un anno fa, in prestito con diritto che diventa obbligo a determinate condizioni sui 7 milioni, poi nelle scorse settimane ecco Cancellieri (altri 7 milioni più 1,5 di bonus) e Casale (prestito con obbligo a 10 milioni). 25,5 milioni di euro nelle casse di Maurizio Setti, nella più rosea delle ipotesi. E la cifra è pronta a lievitare a 40,5, perché altri 15 sono pronti per portare a Roma, sponda biancoceleste, il centrocampista serbo classe 2001 Ivan Ilic.

COSA MANCA - Innanzitutto manca la partenza di Luis Alberto, che ha mercato in Spagna (sogna da tempo il Siviglia). Non è indispensabile, ma per lo stesso giocatore sarebbe ideale arrivare alla Lazio sapendo di essere il titolare indiscusso del ruolo di mezzala, con l'altro slot occupato dal connazionale Milinkovic-Savic. Altrimenti, c'è la corte di Juric, il suo vecchio maestro, che lo vorrebbe al Torino e ha messo in stand-by Maggiore dello Spezia. Ma i granata non possono offrire al ragazzo quel palcoscenico europeo che la Lazio calca regolarmente. Quindi via libera a Lotito, che ha l'accordo con il Verona ma dovrà comunque aspettare un cenno di Guardiola. Sì, perché il Manchester City, vecchio proprietario del cartellino di Ilic, si era lasciato un diritto di prelazione. Se Pep rivolesse il centrocampista - ipotesi remota visto chi ha per le mani, c'è da dirlo - potrebbe mettersi in mezzo. Una volta risolti questi nodi, l'affare andrà in porto. Anche se il mercato, lo insegna il caso Bremer, non dà mai certezze assolute...

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