Emery attacca l'Arsenal: "Criticavano il mio inglese solo quando perdevamo"

L'ex tecnico dei 'Gunners' è tornato a parlare dopo l'esonero: "Il modo in cui mi esprimevo diventava un problema solo in occasione delle sconfitte".
L'ex tecnico dei 'Gunners' è tornato a parlare dopo l'esonero: "Il modo in cui mi esprimevo diventava un problema solo in occasione delle sconfitte".

Sono bastate tredici partite in questa Premier League all'Arsenal per capire che la gestione di Unai Emery fosse arrivata al capolinea. L'allenatore spagnolo ha pagato il clima di incertezza che si era creato con i 'Gunners'.

L'allenatore basco, fin dalla sua prima stagione in Inghilterra, è stato sempre oggetto di scherno per via del suo inglese: la cadenza spagnola mischiata con la parlata britannica hanno reso ben presto il tecnico dei 'Gunners' una macchietta per i tabloid inglesi. Emery, a quasi un mese di distanza dal suo esonero dal club londinese, è tornato a parlare ed ai microfoni della 'BBC' si è tolto qualche sassolino dalla scarpa.

"Il modo in cui mi esprimevo diventata un problema solo in occasione delle sconfitte, nella prima stagione infatti non importava a nessuno il mio inglese, perché le cose andavano bene e vincevamo. Nella mia carriera ho sempre cercato di parlare la lingua della squadra che alleno, perché considero la comunicazione con club e giocatori fondamentale".

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Dei problemi di comunicazione fra l'allenatore spagnolo e la squadra ci sono stati, tanto che nell'ultimo periodo di Emery sulla panchina dei 'Gunners' era Freddie Ljungberg a fare da tramite fra il basco ed i giocatori. La mancanza di feeling fra Emery e la squadra si può anche intuire dalla mancanza di un capitano, con la fascia che è stata indossata da 9 giocatori differenti nelle 78 partite dello spagnolo con i londinesi.

"Nel primo anno abbiamo giocato bene e raggiunto la finale di Europa League, restando in corsa per la Champions fino all'ultima giornata di Premier. Un buon cammino che ha spinto il club anche a trattare con me il rinnovo. Quest'anno abbiamo iniziato in maniera positiva, arrivando pure al terzo posto. Poi le cose sono precipitate, la frustrazione è cresciuta e si è rotto tutto. All'improvviso non siamo stati più capaci di vincere una partita".

La spirale di risultati negativi che ha caratterizzato l'inizio di stagione dell'Arsenal è costata la panchina ad Emery, che in 13 partite di Premier ha portato a casa solamente 4 vittorie. Un bottino troppo magro per una società con la storia dei 'Gunners', che oggi ripartirà con il nuovo allenatore in panchina: Mikel Arteta. 

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