Emesso un mandato d'arresto internazionale nei confronti di Ghosn

Giacomo Rauli

La fuga dal Giappone di Carlos Ghosn, ex manager di Renault-Nissan, ha lasciato ben più di uno strascico. Nelle ultime ore l'Interpol ha emesso un mandato d'arresto nei confronti di Ghosn, confermando così quanto emerso nelle ultime ore. Ossia che il viaggio dell'ex manager del gruppo francese non sia stato autorizzato in alcun modo.

Ghosn ha lasciato il Giappone - dov'era agli arresti domiciliari e senza i tre passaporti da lui regolarmente detenuti prima dell'incarcerazione avvenuta 12 mesi fa e ora in possesso dei suoi legali - in attesa di processo per le accuse a lui imputate esattamente un anno fa per abuso di fiducia, false dichiarazioni fiscali e indebito utilizzo di fondi aziendali.

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Renault: Ghosn fugge dal Giappone e va in Libano

Il mandato d'arresto nei confronti del manager è stato ufficializzato da Albert Sehran, ministro della giustizia del Libano, paese in cui si è rifugiato Ghosn. A oggi sembra però difficile che Ghosn possa essere estradato, perché il Libano non ha accordi di estradizione in essere con il Giappone.

Intanto, nelle ultime ore, è stato reso noto che nel suo viaggio di fuga dal Giappone Ghosn ha fatto scalo in Turchia. Proprio in Turchia è stata avviata un'indagine dal ministero dell'interno per capire perché Ghosn sia transitato sul suolo turco prima di imbarcarsi per il Libano.

Sembra infatti che mesi fa fosse stato architettato un piano per la fuga dell'ex manager di Renault e Nissan, finalizzato con successo pochi giorni fa. Tutto questo si sarebbe verificato in seguito alla concessione di libertà vigilata dopo i 4 mesi di carcere per custodia cautelare.

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