Emiliano Sala, l’autopsia: “Morto per ferite alla testa e al tronco”

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Emiliano Sala, l'appello di Messi
Emiliano Sala, l'appello di Messi

Emiliano Sala è morto “per ferite alla testa e al tronco” secondo quanto stabilito dall’autopsia sul corpo dell’attaccante argentino di origini italiane che era a bordo del Piper Malibu caduto nel Canale della Manica lo scorso 21 gennaio. Sala era partito da Nantes in direzione Cardiff per raggiungere la sua nuova squadra: sarebbero stati dunque mortali i colpi al momento dell’impatto con l’acqua. Il riconoscimento del cadavere (recuperato in mare il 4 febbraio) è stato reso possibile soltanto grazie alle impronte digitali. Per la pubblicazione della relazione completa dell’Air Investigation Branch, comprensiva di tutti i dettagli, bisognerà attendere dai 6 ai 12 mesi mentre una relazione intermedia sarà resa nota fra due settimane. Lo riferisce SportMediaset.

Il corpo del pilota

Se il corpo di Sala è stato recuperato, non c’è ancora traccia di quello di David Ibbotson, il pilota del velivolo. La famiglia dell’uomo ha fatto sapere di aver raccolto 140.000 sterline per continuare le ricerche anche se ne servirebbe il doppio di denaro. “Se hai speranza, non dovresti arrenderti. Lui non smetterebbe di cercarmi” le parole della figlia Danielle. Anche la moglie Nora non si dà per vinta. “Sappiamo che se ne è andato, ma lo rivogliamo indietro. Sappiamo che è morto ma lo vogliamo a casa. È stato un ottimo marito, ci ha sempre supportato ed era la nostra roccia. Ci sentiamo come se fosse appena uscito da solo in questo momento. So che le condizioni meteo non sono delle migliori ed il mare è pericoloso, ma abbiamo bisogno di un’ultima occhiata” ha sottolineato la donna a Good Morning Britain secondo quanto riporta SportMediaset.

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