Enrico Boni scrive la lettera di Natale a D'Aversa

Il Parma non riesce a chiudere l’anno solare con i tre punti. Il Brescia vien anzi raggiunto al ‘Tardini’ in pieno recupero, ma il 2019 si chiude con un ragguardevole settimo posto. 

Enrico Boni non è sorpreso per la frenata dei crociati reduci dalla vittoria di Napoli: “Questo Parma è matto, è una squadra senza continuità. Purtroppo non c’è nulla di nuovo, ma non possiamo lamentarci: il Parma si merita un bel 7,5 per quanto fatto nel 2019” sentenzia l'opinionista-tifoso.

E allora è inevitabile provare a tracciare un bilancio dell’anno che va a concludersi, semplicemente trionfale per il Parma che ha ottenuto una salvezza e già ipotecato quella successiva.

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Boni sceglie il podio crociato del 2019: “Al primo posto va ovviamente Kulusevski, nessuno poteva immaginarsi un’esplosione così. Poi dico Gervinho e al terzo posto un ex aequo: Inglese per quanto fatto nella seconda parte della scorsa stagione e Gagliolo che è arrivato alla Nazionale svedese. I peggiori? No, lasciamo stare, siamo buoni, comunque sarebbero i giocatori che non si sono ambientati e hanno giocato poco”.

Non resta che guardare avanti, ovvero al mercato. Gli eventuali rinforzi invernali dipenderanno dal futuro di Kulusevski: “Come già sappiamo se davvero Kulusevski andrà all’Inter potrebbero arrivare in cambio Dimarco e Barrow - argomenta Boni - In ogni caso spero arrivino giovani interessanti, ma dal 2020 il Parma potrebbe ricevere diverse sorprese positive: magari un piazzamento subito fuori dalla zona Europa League, un bel percorso in Coppa Italia e perché no una nuova proprietà e una progettualità che porti a pensare alla costruzione del nuovo stadio”.

Dulcis in fundo, il capitolo legato al futuro del direttore sportivo Daniele Faggiano e del tecnico Roberto D’Aversa.

“Faggiano ha lavorato bene, gli acquisti indovinati sono molto più numerosi di quelli sbagliati. Il fatto che abbia firmato per due anni e non per uno vuol dire che non dovremmo avere brutte sorprese, poi offerte ne può sempre ricevere. A D’Aversa invece scriverei una bella letterina: ‘Caro Mister, lei a Parma ha fatto molto bene, con due promozioni e due salvezze. La società ha avuto fiducia in lei che non ha mai fatto gavetta e come allenatore è nato in casa a Lanciano dopo aver fatto il team manager. Meglio di così a Parma non può fare per il potenziale a disposizione, ha bisogno di intraprendere una nuova esperienza perché deve dimostrare il suo valore altrove per allargare il suo bagaglio professionale. Poi se non arrivano altre proposte e pensa di avere trovato qui il suo Eden, faccia pure…'”.

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