Eriksen: 'Non volevo scappare dall'Inter, ora vivo un momento bellissimo. Il gol col Milan è stato un nuovo inizio'

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Christian Eriksen è tra gli indiscussi protagonisti della cavalcata dell'Inter verso quello scudetto che manca da 11 anni e che potrebbe arrivare grazie anche alla ritrovata brillantezza di un calciatore a lungo finito nelle retrovie. Capace tuttavia di ritrovarsi e di convincere Conte a puntare su di lui per fare il salto di qualità.

In un'intervista a Sport Tv2, il trequartista danese ha dichiarato: "Quella passata è stata la più dura e impegnativa stagione della mia carriera. E' stato come andare su e giù continuamente, ma ora mi sento di essere in grande ripresa. Sono stato vicino a lasciare Milano? Non perché volessi scappare, volevo davvero lottare per il mio posto e l'ho sempre fatto. Ero sicuro che se fosse arrivata la mia occasione, probabilmente, avrei provato a coglierla. È stato mentalmente difficile. Sono venuto all'Inter per giocare a calcio e quando non ti è permesso farlo è fastidioso".

Da qualche settimana a questa parte - precisamente dopo la punizione vincente contro il Milan in Coppa Italia - la musica è cambiata: "Sono stato un po' fortunato, ma si è trattato di un nuovo inizio, la gente ha iniziato a guardarmi con occhi diversi. Sono migliorato di partita in partita e sono contento che le cose siano andate così. Penso che quella punizione mi abbia aiutato tanto, ha aiutato il modo in cui le persone guardavano le cose dall'esterno e ho avuto la prova che posso ancora giocare bene a calcio e che posso anche calciare una punizione se c'è l'opportunità. Sento ancora che ci sono molte cose che posso dimostrare. Mi sento ancora come se ci fossero molte cose dentro di me. Ho scoperto quanto va veloce il calcio, lo vivo davvero giorno per giorno".

Sul suo stato d'animo attuale, Eriksen aggiunge: "Sto vivendo un momento bellissimo, sono stato bravo a isolarmi e concentrarmi. Per un numero incredibile di giorni, dopo l'allenamento e le partite, mi sono allenato di più. Un calcio di punizione, un tiro in porta, avevo la possibilità di allenarmi di più perché non giocavo molto".