Età media e valori, nessuno come l'Inter: ecco perché smontare questa squadra è un fallo da cartellino rosso

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Il diktat è tagliare per contenere i costi. L'Inter guarda al futuro con apprensione e l'idea di Antonio Conte di non toccare il giocattolo da lui creato e che ha portato allo scudetto numero 19 non sarà quella su cui punterà la società. Un'idea che però non è così sbagliata, anzi, in una situazione di normalità sarebbe quella da perseguire con grande forza. Qual è infatti la ricetta perfetta per vincere con costanza ed essere competitivi nel lungo periodo? La risposta che il calcio ci ha dato negli ultimi anni è semplice (ed è anche quella di Conte) ed è rappresentata da un gruppo di calciatori che, per valori ed età media, è nel pieno della propria maturità.

VALORI - Inutile negarlo, senza campioni non si vince e se non c'è la possibilità di andare ad acquistarli di anno in anno sul mercato si deve attendere il giusto tempo per farli crescere e maturare in casa, possibilmente inserendoli in un contesto già vincente. Il Manchester City ed il Liverpool ce l'hanno insegnato e ce lo stanno insegnando in Premier League con un mix di giovani talenti acquistati o cresciuti nel vivaio inseriti in una rosa puntellata a suon di milioni. Il Barcellona è stato maestro di questa tattica dall'esordio di Messi in poi e il Real Madrid ha inseguito e seguito a ruota. Il Bayern Monaco e la Juventus, infine, sono stati a lungo l'esempio perfetto di questa programmazione con i rispettivi 9 titoli vinti consecutivi. E l'Inter? I valori della rosa attuale sono finalmente esplosi dopo anni di crescita lenta, ma costante e il merito in larga parte è anche di Conte. Bastoni, Barella, ma anche Brozovic e Lautaro sono stati investimenti su giovani che hanno trovato la consacrazione. già pronti erano invece Hakimi, (in parte) Eriksen e, soprattutto l'uomo del salto di qualità definitivo, Romelu Lukaku. MATURITA' - C'è però un altro dato che accomuna tutti i cicli vincenti e, in parte, si ricollega al discorso economico: l'età media della rosa nerazzurra. I grandi cicli vincenti hanno sempre avuto come denominatore comune giocatori che, almeno nell'11 titolare, avessero un'età media intorno ai 25-27 anni con calciatori d'età compresa fra i 22 e i 30 anni quindi né troppo acerbi e né nella fase calante della propria carriera. Considerando l'11 di Conte all'Inter il dato rientra perfettamente in media con le eccezioni Perisic (32) e Handanovic (37) ad alzare la statistica. Per tornare alle società che hanno trionfato negli altri campionati il Manchester City di Guardiola ad eccezione di Foden (20) ha tutti giocatori compresi fra i 24 e i 30 anni di età nell'11 tipo. Il Bayern Monaco di eccezioni ne ha tre e sono rappresentate da Neuer in porta (35) Davies in fascia (20) e Lewandowski in attacco (32) ma il valore assoluto di questi 3 gioielli va oltre il discorso sull'età. Perfino l'Atletico Madrid, tornato alla vittoria, rispetta al 100% questi parametri con l'eccezione Luis Suarez (34) che come per Lewandowski può rappresentare il valore aggiunto nonstante l'età.

CICLIO POSSIBILE - Insomma, per maturità anagrafica e valori, l'Inter è appena ​entrata e ha appena raggiunto la parte più alta della curva del suo valore e tutto questo non va depauperato. La possibilità di aprire un ciclo vincente e duraturo esiste e da qui nasce la rabbia che porterà Conte a dire addio. Smontare questa squadra sarebbe un crimine, un fallo da cartellino rosso in vista del futuro che non solo Suning, ma anche Oaktree, non può e non deve permettersi. Marotta dovrà fare i salti mortali.