Euro 2020, Londra risponde a Draghi: "La finale resta a Wembley"

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"La finale" di Euro 2020 in programma l'11 luglio "si terrà a Wembley", come previsto. Lo ha ribadito oggi il ministro della Sanità britannico John Hancock, replicando a quanto sostenuto ieri dal premier Mario Draghi, secondo cui si sta lavorando per non far svolgere la finale nei Paesi dove si registra un aumento dei contagi, come il Regno Unito.

Intanto la Uefa e il governo inglese hanno trovato l'intesa per avere il 75% della capienza massima dello stadio londinese. Le semifinali si disputeranno il 6 e 7 luglio e la finale l'11. "La Gran Bretagna è "ansiosa di organizzare delle fantastiche semifinali e la finale a Wembley e lo farà in modo sicuro", ha affermato un portavoce di Downing Street.

Già ieri la Uefa aveva chiuso all'ipotesi di svolgere la partita in un'altra sede, ma oggi ad intervenire è anche la cancelliera Angela Merkel che ha chiesto alla confederazione continentale di agire con senso di responsabilità, visti i rischi legati alla nuova diffusione del virus in Gran Bretagna. "Spero che l'Uefa agisca con responsabilità rispetto alle partite del campionato. Non vorrei vedere stadi stracolmi lì, e sostegno ogni sforzo messo in atto dal governo britannico per attuare le necessarie misure di igiene", ha detto nel corso di una conferenza stampa congiunta con la presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen, che ha espresso a sua volta preoccupazione per la diffusione della variante Delta.

Sullo spostamento della finale degli Europei di calcio da Londra a Roma, è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Credo che la proposta di Draghi sia una proposta di buon senso e quindi perché no?", ha affermato nel corso del programma 'Non Stop News' su Rtl 102.5.

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