Euro 2020, Macedonia del Nord e Finlandia alla loro prima nel calcio che conta

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In collaborazione con superscommesse.it

Google Maps alla mano sono 2729 i km che dividono Helsinki, capitale della Finlandia, a Skopje, capitale della Macedonia del Nord. Nel mezzo ci sono secoli di storia cruenta e dai contorni divisivi e paesaggi mutevoli. Ma la Finlandia e la Macedonia del Nord, seppur così lontane (nella nostra ottica Eurocentrica), hanno una cosa in comune che fino a novembre del 2020 mai avrebbero potuto pensare di avere. Non si tratta dell’indipendenza da altri stati, episodi arrivati in momenti differenti né di altre vicende politiche, quanto piuttosto di una curiosità calcistica. Entrambe saranno alla loro prima storica partecipazione a una fase finale di un grande evento per nazionali.

Da Jari Litmanen alla prima storica qualificazione all’Europeo

Se si pensa al calcio finlandese gli appassionati di questo sport che hanno qualche capello bianco hanno una reazione immediata, quasi pavloviana: Jari Litmanen. I più giovani non conosceranno questo calciatore che a metà anni ‘90 ha fatto le fortune dell’Ajax, meno della sua nazionale in cui sembrava predicare nel deserto o, meglio, visto che parliamo di Finlandia, nella tundra. Nulla faceva pensare all’epoca che la Finlandia avrebbe potuto un giorno conquistare il pass per un grande evento calcistico.

La qualificazione a Euro 2020 è arrivata un po’ inattesa nonostante vada detto che il girone in cui era stata inserita facesse sperare un po’ gli abitanti del Paese scandinavo. A parte l’Italia che ha fatto un cammino di sole vittorie, la nazionale finlandese, al momento dei sorteggi, sapeva bene che si sarebbe giocata le chance di qualificazione all’Europeo contro Bosnia e Grecia. E così è stato. Il cammino della Finlandia è stato lineare, quasi scontato ma assolutamente redditizio perché alla fine dei giochi si è rivelato vincente: due ko preventivabili contro l’Italia, due doppie vittorie contro Armenia e Liechtenstein e un successo sia contro la Grecia che contro la Bosnia. Per il resto ci hanno pensato proprio queste due nazionali a regalare alla Finlandia il sogno europeo.

Ora, però, arriva il bello per Pukki e compagni che sono stati inseriti nel raggruppamento con Belgio, Russia e Danimarca. E qui la storia potrebbe ripetersi: se il primo posto sembra segnato e già assegnato al Belgio, la bagarre per la seconda piazza è tutt’altro che scontata. Senza dimenticare la regola delle migliori terze. La qualificazione agli ottavi di finale non è utopia e lo dimostrano anche le quote dei bookmaker relative al passaggio turno. Un’analisi del sito Superscommesse.it evidenzia come la squadra del ct Kanerva non sia favorita ma nemmeno data per vittima sacrificale visto che le quote sul passaggio turno oscillano fra 2.50 e 3 volte la posta.

Il sogno di Goran Pandev con la sua Macedonia del Nord

Dopo l’indipendenza dalla Jugoslavia in terra macedone si è dovuto far fronte alla vicina diaspora kosovara e una breve guerra interna a inizio del nuovo millennio che di certo non ha aiutato all’integrazione fra i popoli presenti nella terra appena a nord di quella dove è nato il grande Alessandro, vale a dire Alessandro Magno. Ma di grande la Macedonia del Nord ha il coraggio e la determinazione dei calciatori della nazionale che hanno sfruttato la prima grande opportunità capitata sottomano per portare in trionfo la popolazione di questo piccolo lembo di terra balcanica. La nazionale di Goran Pandev aveva chiuso il suo girone di qualificazione al terzo posto. Troppo forti Polonia e Austria per pensare di insidiarle per la qualificazione diretta a Euro 2020. Ma per fortuna, la formula dell’Europeo a 24 squadre offre un’opportunità in più per ottenere il pass, gli spareggi.

E in questa edizione tali spareggi arrivavano attraverso un farraginoso meccanismo in cui si chiamavano in causa le suddivisioni in leghe della Nations League. Una vera manna dal cielo per la nazionale macedone che nell’ultima edizione di Nations League è stata in Lega C. Una serie di particolari combinazioni ha fatto sì che la Macedonia del Nord andasse a giocarsi la qualificazione all’Europeo con nazionali dello slot dedicato alla Lega D, dunque contro rappresentative nazionali di certo meno forti.

Così è arrivata prima la vittoria in semifinale contro i dirimpettai del Kosovo e poi nella finale del playoff il successo contro la Georgia firmato da Goran Pandev. L’ex interista sognava da sempre di ottenere una soddisfazione con la propria nazionale e la qualificazione all’Europeo era il risultato che auspicava. L’attaccante, vincitore del Triplete del 2010, con ogni probabilità chiuderà la sua carriera in viaggio per l’Europa con la sua nazionale e con la fascia al braccio, metafora della sua carriera e del popolo fiero che rappresenta.

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