F1, perché le donne fanno fatica ad approdare nel mondiale

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Jamie Chadwick (Photo by Dan Istitene/Getty Images)
Jamie Chadwick (Photo by Dan Istitene/Getty Images)

La Formula 1 è sempre più femminile: lo si vede dalla buona presenza di donne in qualità di ingegneri, di meccanici e di responsabili dirigenziali, nonché di esperte di comunicazione a 360°. L'unico ruolo che sembra restare un tabù, per le donne, è il più importante: quello di 'pilota'.

Per tornare all'ultima donna iscritta al mondiale bisogna fare un salto al 1992, quando Giovanna Amati tentò di qualificarsi ai Gran Premi a bordo di una vettura di scarsissimo livello, ovvero la Brabham. L'ultima donna che ha partecipato a una sessione ufficiale di prove libere è stata la scozzese Susie Stoddart (ora moglie di Toto Wolff) con quattro presenze con la Williams tra il 2014 e il 2015. Susie andava forte quanto gli altri: ma nessuno ebbe il coraggio di assumerla come pilota.

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Il motivo? Senza dimenticare che una buona dose di sessismo è ancora presente nel paddock, Susie non aveva un grande budget alle sue spalle. Come non ha un grande budget nemmeno il pilota donna che più di tutte ha il talento per arrivare nel circus, la britannica Jamie Chadwick.

La Chadwick ha appena vinto il campionato di F3 femminile, altresì chiamato W Series. Ha battuto gente più esperta (Alice Powell, Beitske Visser) e ha rivaleggiato con talenti puri come Emma Kimilainen e Marta Garcia. La Chadwick in carriera ha battuto anche moltissimi maschi, sia nel campionato GT britannico sia nella F3 del suo paese. Ha inoltre vinto il MRF Challenge, un campionato invernale che ospita diversi talenti europei.

Ora, con la vittoria nella W Series, la Chadwick ha accumulato una discreta somma di denaro: 500mila dollari. Nel corso degli ultimi due anni ha annunciato diversi accordi con due importanti case: Aston Martin (per il mondo GT) e Williams (come pilota giovanile in vista F1). Insomma, la Chadwick sta facendo tutto ciò che è richiesto a un giovane pilota, ovvero raccogliere soldi e tessere importanti relazioni con i team ufficiali.

Tuttavia, la 21enne è lucida nell'analizzare la situazione: "Ho vinto 500mila dollari e possono essere sufficienti, insieme al resto del mio budget, per approdare nel campionato di F3 che si corre nei weekend della F1. Ma non è abbastanza per approdare in un top team, quello che ti fa vincere le gare invece che lottare nelle retrovie. Per correre in quelle squadre ci vuole un altro mezzo milione di dollari, a meno di particolari circostanze. Se sbagli squadra ti rovini la carriera; per arrivare in F1 bisogna essere nel posto giusto, come hanno fatto i piloti che ora ci corrono da tempo".

Per la Chadwick, che merita una guida ad alti livelli, si aprono due strade: partecipare nuovamente alla W Series e vincerla, ottenendo un altro mezzo milione di dollari, oppure usare tutto il 2019 e parte del 2020 per andare a bussare a tutte le porte possibili e immaginabili nel mondo dei motori. E non è facile.

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