Ferrari intoccabile ma l'ambiguità FIA alimenta i dubbi

Franco Nugnes
motorsport.com

La questione non è finita. Avrà effetti pesanti negli equilibri della F1. Ai vertici della Mercedes l’accordo segreto fra FIA e Ferrari non è piaciuto per niente. Quel cordone ombelicale che ha sempre legato la Stella alla Ferrari soprattutto sulle questioni politiche si è rotto.

L’atteggiamento della Casa tedesca per volere del suo presidente Ola Kallenius non sarà più conciliante, ma si orienterà verso la conflittualità mostrata nel recente passato dalla Red Bull che ha sparato spesso contro le presunte irregolarità del motore del Cavallino attraverso le parole di Helmut Marko e Max Verstappen.

Il fatto che non ci sia stata alcuna trasparenza nella chiusura dell’inchiesta sul motore Ferrari nel 2019 e anzi ci sia stato un accordo privato fra la FIA e la Scuderia rischia di far esplodere una vera e propria Santa Barbara.

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Se la Ferrari ha dato un segno del suo reale potere politico in F1, la FIA ha rimediato una pessima figura per come il comunicato stampa emesso venerdì sera alla fine dei test di Barcellona è stato scritto, lasciando ancora più ombre sul campionato 2019, mentre avrebbe potuto e dovuto fare chiarezza.

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La sensazione è che la FIA non sia stata in grado di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che la Ferrari avesse infranto le regole 2019 con la sua power unit, sebbene non ci sia mai stato un provvedimento punitivo nei confronti del Cavallino che in più di una situazione è andato a toccare le aree grigie delle norme tanto per l’ibrido che per il motore endotermico.

Secondo la Red Bull lo sforamento normativo era stato palese (pare che a Milton Keynes avessero informazioni fin tropo dettagliate sullo 063), mentre dalla FIA non è stato mai certificato.

E la Federazione Internazionale, non arrivando a capo della questione, ha preferito mettere una pietra tombale sul passato per creare un rapporto più aperto e collaborativo da parte di Maranello.

L’adozione di un secondo flussometro per il controllo della portata istantaneo di carburante che non deve mai superare i 100 kg/h a 10.500 giri doveva teoricamente spegnere delle polemiche, ma la finestra non chiusa sul passato recente lascia aperti degli spiragli che possono fare molto male alla F1.

La FIA è solita mantenere il segreto di una soluzione tecnica quando i commissari di Nicholas Tombazis la ritengono legale, mentre avvisa gli altri team se un concetto viene ritenuto al di fuori delle regole, in modo che nessuno vada a investire dei soldi su un’idea che non potrà essere mai montata in macchina.

Il press release della Federazione non ha dato affatto questa sensazione, lasciando intendere che è stato meglio chiudere una situazione per avere un presente e un futuro più chiaro. Un fatto è certo: nessuno ha mai presentato un reclamo scritto contro la Ferrari (mentre c’è stato della Racing Point contro la Renault poi squalificata per un ripartitore di frenata elettronico vietatissimo) e la FIA non ha mai trovato la pistola fumante per attaccare la power unit del Cavallino.

Qualcuno ha pensato che si potesse uscire dalle regole sportive per finire con la questione in un tribunale, mentre alla fine si è cercata una cesura sul passato per costruire un futuro meno conflittuale, non considerando che l’ambiguità di ciò che è stato scritto non ha fatto altro che alimentare forti sospetti.

La Ferrari non ha rifatto il motore con un progetto nuovo da zero, ma ha evoluto l’unità criticata l’anno scorso: lo 065 si presenterà a Melbourne con una quindicina di cavalli in più grazie a una più spinta strategia dell’ibrido che dovrebbe portare a un risparmio di benzina e nell’ottica del futuro a una riduzione delle emissioni.

Ma quali saranno le scorie 2019 che la FIA dovrà smaltire a Melbourne nella prima riunione dei team principal?

FIA logo

FIA logo <span class="copyright">XPB Images</span>
FIA logo XPB Images

XPB Images

Jean Todt, Presidente FIA, e Chase Carey, Presidente, Formula 1

Jean Todt, Presidente FIA, e Chase Carey, Presidente, Formula 1 <span class="copyright">Dom Romney / Motorsport Images</span>
Jean Todt, Presidente FIA, e Chase Carey, Presidente, Formula 1 Dom Romney / Motorsport Images

Dom Romney / Motorsport Images

Il motore della Ferrari SF1000, Sebastian Vettel

Il motore della Ferrari SF1000, Sebastian Vettel <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Il motore della Ferrari SF1000, Sebastian Vettel Mark Sutton / Motorsport Images

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Mattia Binotto, Team Principal Ferrari

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Mattia Binotto, Team Principal Ferrari Mark Sutton / Motorsport Images

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Charles Leclerc, Ferrari SF1000

Charles Leclerc, Ferrari SF1000 <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Charles Leclerc, Ferrari SF1000 Mark Sutton / Motorsport Images

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Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11, precede Charles Leclerc, Ferrari SF1000

Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11, precede Charles Leclerc, Ferrari SF1000 <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11, precede Charles Leclerc, Ferrari SF1000 Mark Sutton / Motorsport Images

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Sebastian Vettel, Ferrari SF1000

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Sebastian Vettel, Ferrari SF1000 Mark Sutton / Motorsport Images

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Nikolas Tombazis durante la conferenza stampa di presentazione del regolamento tecnico 2021 della Formula 1

Nikolas Tombazis durante la conferenza stampa di presentazione del regolamento tecnico 2021 della Formula 1 <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Nikolas Tombazis durante la conferenza stampa di presentazione del regolamento tecnico 2021 della Formula 1 Mark Sutton / Motorsport Images

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Confronto tra Mercedes AMG F1 W11 & W10

Confronto tra Mercedes AMG F1 W11 & W10 <span class="copyright">Giorgio Piola</span>
Confronto tra Mercedes AMG F1 W11 & W10 Giorgio Piola

Giorgio Piola

Sterzo Mercedes AMG W11 DAS

Sterzo Mercedes AMG W11 DAS <span class="copyright">Giorgio Piola</span>
Sterzo Mercedes AMG W11 DAS Giorgio Piola

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Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11

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Valtteri Bottas, Mercedes F1 W11 Mark Sutton / Motorsport Images

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Max Verstappen, Red Bull Racing, e il padre Jos Verstappen

Max Verstappen, Red Bull Racing, e il padre Jos Verstappen <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Max Verstappen, Red Bull Racing, e il padre Jos Verstappen Mark Sutton / Motorsport Images

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Tifosi della Red Bull Racing guardano Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, in pista

Tifosi della Red Bull Racing guardano Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, in pista <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Tifosi della Red Bull Racing guardano Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35, in pista Mark Sutton / Motorsport Images

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Red Bull Racing RB16 halo ducts

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Red Bull Racing RB16 halo ducts LAT Images

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB16

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB16 Zak Mauger / Motorsport Images

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Red Bull Racing RB16, dettaglio dello sfogo

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Red Bull Racing RB16, dettaglio dello sfogo Giorgio Piola

Giorgio Piola

Dettagli posteriore Red Bull Racing RB16

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Dettagli posteriore Red Bull Racing RB16 Giorgio Piola

Giorgio Piola

Alex Albon, Red Bull Racing RB16

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Alex Albon, Red Bull Racing RB16 Franco Nugnes

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