Ferrarigate: vedremo gli effetti alle verifiche di Melbourne?

Franco Nugnes
motorsport.com

I sette team anti-Ferrari (Mercedes, Red Bull, Renault, McLaren, AlphaTauri, Racing Point e Williams) si aspettano per mercoledì delle risposte alla durissima lettera che hanno inviato alla FIA e alla FOM, dando i sette giorni per una chiarificazione su quello che si sta trasformando in un “Ferrarigate”.

I “magnifici 7” hanno accusato la Federazione di non essere in grado di effettuare i controlli per garantire un mondiale di F1 regolare, visto che, a loro dire, la Ferrari avrebbe sfruttato delle soluzioni illegali sulla sua power unit per ottenere delle prestazioni sui rettilinei irraggiungibili per tutti.

Che l’unità del Cavallino abbia trovato delle prestazioni strabilianti nell’area grigia delle regole non lo negano nemmeno a Maranello, ma ciò che divide le parti è il fatto che la Ferrari sostienga di essere in regola e la FIA dica di non aver mai trovato la “pistola fumante” con la quale sanzionare la Scuderia.

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La sensazione è che anche altri Costruttori abbiano ottenuto dei vantaggi lavorando nelle aree grigie delle regole, ma a dare molto fastidio sia stata la spudoratezza di Maranello, al punto che a turno un po’ tutti chiedono provvedimenti esemplari nei confronti della Ferrari.

Bernie Ecclestone si è messo in scia ai “magnifici 7”, così come Timo Glock, pilota BMW nel DTM e commentatore tv, avrebbe chiesto l’allontanamento di Mattia Binotto, team principal della Scuderia. Inoltre c’è chi agita le acque sostenendo che a pagare sarà il CEO, Louis Camilleri: la sostituzione servirebbe a placare le turbolenze della Borsa che, in particolare, è stata surriscaldata dal rischio di speculazioni sulle aziende italiane deboli per il Coronavirus.

Alla fine nel breve non succederà niente. Se la FIA si è già espressa con la chiusura del “Ferrarigate” con un accordo segreto siglato con Maranello, c’è il silenzio della FOM che non ha preso alcuna posizione, ma che vuole difendere il buon nome della F1. Ogni squadra ha siglato degli accordi di riservatezza con il promotore che la lettera dei “magnifici 7” ha fatto saltare.

I… protestanti se vogliono portare avanti le loro istanze dovranno uscire dal potere sportivo e aprire un contenzioso legale presso un tribunale ordinario, pensando magari di dare vita a un campionato alternativo del quale non farà parte la Ferrari.

Qualcuno, tipo la Mercedes, potrebbe decidere di uscire dal gioco: Ola Kallenius, presidente Daimler AG, sembra molto meno malleabile del suo predecessore, Dieter Zetsche, e il team di Brackley potrebbe essere rilevato da una cordata di investitori capeggiata dall’abilissimo Toto Wolff dopo aver magari conquistato il settimo mondiale di fila nell’era ibrida.

La spaccatura è molto profonda e avrà delle ripercussioni: siamo curiosi di vedere cosa succederà alle verifiche tecniche di giovedì a Melbourne, quando i commissari tecnici della FIA dovranno ammettere al GP d’Australia le monoposto 2020. E la lente d’ingrandimento dei tecnici di Jo Bauer non sarà solo sui motori, ma anche su aspetti aerodinamici o meccanici delle monoposto di F1 interpretati border line…

Mercedes W11, dettaglio dell'ala anteriore con la strumentazione per misurare la flessione

Mercedes W11, dettaglio dell'ala anteriore con la strumentazione per misurare la flessione <span class="copyright">Giorgio Piola</span>
Mercedes W11, dettaglio dell'ala anteriore con la strumentazione per misurare la flessione Giorgio Piola

Giorgio Piola

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Mattia Binotto, Team Principal Ferrari Mark Sutton / Motorsport Images

Mark Sutton / Motorsport Images

Louis Camilleri, CEO, Ferrari

Louis Camilleri, CEO, Ferrari <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Louis Camilleri, CEO, Ferrari Mark Sutton / Motorsport Images

Mark Sutton / Motorsport Images

Il motore della Ferrari SF1000, Sebastian Vettel

Il motore della Ferrari SF1000, Sebastian Vettel <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Il motore della Ferrari SF1000, Sebastian Vettel Mark Sutton / Motorsport Images

Mark Sutton / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000

Sebastian Vettel, Ferrari SF1000 <span class="copyright">Mark Sutton / Motorsport Images</span>
Sebastian Vettel, Ferrari SF1000 Mark Sutton / Motorsport Images

Mark Sutton / Motorsport Images

Red Bull Racing RB16, dettaglio dell'ala anteriore

Red Bull Racing RB16, dettaglio dell'ala anteriore <span class="copyright">Red Bull Content Pool</span>
Red Bull Racing RB16, dettaglio dell'ala anteriore Red Bull Content Pool

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