FIFA History: l'evoluzione di Lautaro Martínez su Ultimate Team

Roberto Cazzato
·7 minuto per la lettura

FIFA Ultimate Team è una modalità del famoso videogioco tanto semplice quanto geniale, che prende spunto dai più nostalgici album di figurine e li evolve in un vero e proprio gioco, dove scegliere tattiche, strategie, gestire i contratti e l'intesa tra i calciatori che troviamo nei pacchetti. E cosa ci può essere meglio di figurine virtuali costantemente aggiornate per osservare la crescita di un giocatore, sia tecnicamente che per quanto riguarda la percezione di noi appassionati? Questa rubrica si propone di osservare (anche e soprattutto statisticamente) le stagioni di alcuni calciatori, in modo da capire le motivazioni dietro l'aumento (o il declino) delle loro statistiche sulle carte FIFA.

In questa rubrica non avevamo mai affrontato un giocatore attualmente in Serie A, al massimo gente di passaggio, che comunque ha raggiunto il picco in altri campionati (Bruno Fernandes e Salah). Adesso è giunto il momento di guardarci in casa. e nel pacchetto troviamo uno degli attaccanti più interessanti (e importanti) del nostro campionato, Lautaro Martínez.

FIFA 18

FIFA parte a mille con Lautaro, e noi cercheremo di essere degni di questa partenza. Di conseguenza possiamo oltrepassare i topoi di ogni classica origine di praticamente qualunque talento argentino: sin da bambino ama il calcio (nel caso di Lautaro anche il basket), da ragazzino mostra un talento enorme, brucia le tappe nelle squadre giovanili, offerte dall'estero rifiutate per via del forte legame con la famiglia, esordio nei professionisti sostituendo un grande giocatore argentino tornato in patria (in questo caso un certo Diego Milito, da poco leggenda interista). Alla prima stagione segna 9 gol, e dimostra a soli 19 anni già molti dei suoi punti di forza, ma anche i suoi punti deboli: Lautaro ha un fisico compatto (174 cm x 72 kg ) e non ha paura ad usarlo per difendere il pallone, ma allo stesso tempo è un giocatore poco associativo, con una mole di passaggi inferiore alle punte fisiche che potrebbe ricordare. Un'altra contraddizione è la sua bravura nel gioco aereo, che si scontra con l'altezza non particolarmente imponente, un'elevazione forse memore del passato da baskettaro. FIFA 18 quindi lo presenta così: 72 di overall, con Fisico e Velocità come top stats. Nella sua seconda stagione, da titolare ormai indiscusso, l'Europa punta i suoi milioni verso il Racing Club, proprietario del cartellino, grazie ai 18 gol e 5 assist compiuti. Lautaro, a differenza di molti suoi coetanei, sembra già avere la testa di un professionista: molti giovani ragazzi argentini vivono il calcio, specialmente in patria, come le partitelle in strada, ma con molti più spettatori, e un terreno più morbido. Invece Lautaro sembra già pronto, e infatti già a Gennaio l'Inter prepara il terreno e si prenota il cartellino del giocatore, spinta anche dall'endorsement del Príncipe Milito. Intanto, su FUT, la grande stagione e le grandi aspettative lo spingono fino ad un totale di 87, e le statistiche lo raccontano come uno dei giovani più interessanti: 90 in Velocità, 88 in Dribbling, che cerca costantemente, a costo di sembrare a volte egoista, 87 in Fisico e Tiro (è uno dei giocatori con più tiri nel campionato argentino, 85 con una percentuale di tiri in porta di quasi il 50%), e un volto arrabbiatissimo non si con chi.

Lautaro nella sua classica esultanza | Demian Alday/Getty Images
Lautaro nella sua classica esultanza | Demian Alday/Getty Images

FIFA 19

Passato ai nerazzurri per 25 milioni di euro, "El toro" non sembra avere una collocazione precisa nelle gerarchie di Spalletti: nelle amichevoli parte spesso titolare (e segna questo gol), come alla prima di campionato, ma il 4-2-3-1 spallettiano e l'inamovibilità di Mauro Icardi dal ruolo di terminale offensivo lo relegano in un limbo tra panchina e trequarti. Da trequartista non se la cava benissimo, e si nota come alcuni suoi movimenti da punta, o da perno, non riescano a combaciare con il ruolo di trequartista dinamico (Nainggolan) tanto amato dall'allenatore toscano. Pur senza alcuna esplosione, Lautaro comunque sembra adattarsi velocemente alla Serie A: arrivano i primi gol, e le prestazioni si fanno via via più convincenti, fino al grande scisma. Icardi viene tagliato completamente fuori da Spalletti, e così Lautaro si ritrova in meno di un anno titolare di una squadra importante come l'Inter, che grazie ai suoi 6 gol riesce a raggiungere la Champions League per il secondo anno consecutivo, dopo 7 anni di carestia. Da punta si ambienta meglio e riesce a mostrare anche ai tifosi italiani il suo tiro, e cerca di farlo il più spesso possibile (4.5 tiri a partita), risultando, però, spesso impreciso. Una stagione non particolarmente entusiasmante, ma tutto sommato positiva, gli fa ottenere, per quanto riguarda FUT, un modestissimo +5 totale (da 79 a 84) in tutta la stagione. Il 63 (+3) in Passaggio è forse fin troppo ingeneroso, e l'82 (+4) in Dribbling poteva essere ritoccato verso l'alto, tuttavia la prima stagione all'Inter a messo in mostra più i limiti che i pregi di Martínez, che comunque rimangono ben visibili: dribbling, potenza, aggressività.

Lautaro festeggia il suo primo gol ufficiale con la maglia dell'Inter, contro il Cagliari | Emilio Andreoli/Getty Images
Lautaro festeggia il suo primo gol ufficiale con la maglia dell'Inter, contro il Cagliari | Emilio Andreoli/Getty Images

FIFA 20

Iniziamo con il fatto che Lautaro su FUT parte per la prima volta con una prima card over-80, più precisamente un 81, anche se con valori medi un po' bassini (68 in PAS, 77 in SHO). Poi immaginate di prendere un allenatore come Antonio Conte che gioca quasi sempre con due punte, e che riesce a valorizzarle al meglio, forse anche troppo (Pellè e Eder ai quarti di un europeo è roba sua), solo che in questo caso insieme a Lautaro giocherà un certo Romelu Lukaku. Nelle prime giornate i due ancora non carburano alla perfezione, più per una questione di assorbimento dei meccanismi tattici di Conte fatti di perni, leve, veli tra le due punte, ma dopo un po' prendono il largo, insieme, mano nella mano. Lautaro finalmente esprime tutto il suo potenziale: 21 gol fatti tra tutte le competizioni, 8 assist, e un'intesa con Lukaku che ricorda le grandi coppie d'attacco degli anni '90, quasi nostalgica.

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Entrambi si muovono, alternatamente, verso il centro del campo a prendere palla spostarla, rimetterla sui piedi del compagno, difenderla, restituirla e tirare un missile nucleare in porta. Anche uno dei difetti più evidenti di Lautaro, con Conte e Lukaku, scompare: ora Lautaro è un giocatore associativo, che cerca il compagno, che non porta da solo la palla fino in fondo, che non sbaglia come prima. Almeno i passaggi, perché bisogna dire che il toro rimane comunque impreciso sottoporta, nonostante il buon numero di gol segnati. La stagione dei nerazzurri è ottima, con un secondo posto in campionato e una finale di Europa League (persa), e Lautaro è uno dei principali autori dietro questa buona riuscita; e così, FIFA lo incorona con una bella TOTSSF con 96 di OA, 98 in Dribbling e Fisico, 96 in Tiro e Velocità, ma soprattutto da non sottovalutare un 60 in Difesa che sono sicuro che FIFA dia spesso a caso, ma in questa situazione è più che giustificato, dato che Lautaro è uno degli attaccanti che attua più pressing, che fa più intercetti, che commette più falli, ma non è neanche un mastino che rincorre la palla: nelle sue scelte di pressing è intelligente e furbo, e questo miglioramento è dovuto senza dubbio al grande lavoro fatto dall'allenatore.

In altri anni, avremmo detto "È una storia d'amore migliore di Twilight" | TIZIANA FABI/Getty Images
In altri anni, avremmo detto "È una storia d'amore migliore di Twilight" | TIZIANA FABI/Getty Images

FIFA 21

L'exploit dello scorso anno gli conferisce degli ottimi bonus alla card iniziale di FUT 21: 84 di overall, 82 in Tiro, 85 in Dribbling, Lautaro ha ottenuto lo status di giocatore forte, importante, non più promessa del calcio (e le tante pretendenti, in particolare il Barcellona, lo dimostrano), e la stagione sembra indirizzata verso la vittoria del suo primo trofeo. Il Lautaro del 2020/21 è una versione patchata di quello 19/20: meno tiri e meno passaggi, ma più precisi, il dribbling usato per attirare il più possibile la pressione avversaria e poi sfruttare gli spazi creatisi (guardate il derby di ritorno), tanto quasi da tirar fuori (erroneamente) il "contropiede", ma tutto questo senza rinunciare alle bombe lanciate in corsa contro la rete, a qualche vezzo tecnico durante un dribbling, o la difesa di una palla sporca.

Il suo sguardo è terrorizzante | Soccrates Images/Getty Images
Il suo sguardo è terrorizzante | Soccrates Images/Getty Images

Quest'anno ha già superato il suo record di gol in Serie A (era 14 gol, oggi è già a 15), e quello degli assist, 8, e anche se l'Inter sembra adesso allentare un po' il colpo (giustamente), Lautaro di certo non ha voglia di fermarsi. E anche se l'ultima carta uscita recita 89 di overall, l'attaccante argentino riuscirà senza alcun dubbio a portarla ad un 90+ e perché no, magari ad un 99.

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