Filippo Inzaghi: ''così ho battuto la Juve. Pirlo? Deve stare tranquillo. Agnelli un gran signore...''

Francesco Giagnorio
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Dopo la storica vittoria dello Stadium di domenica, Filippo Inzaghi, mister del Benevento, si è raccontato al Corriere della Sera rispondendo a varie domande riguardanti temi differenti, spaziando dal suo operato al rapporto con Pirlo e suo fratello Simone, sino ad un aneddoto riguardante il presidente della Juventus Andrea Agnelli.

Queste le sue parole:

Riguardo la partita ha detto: ''Venivamo da un momento difficile, ho cercato di dare fiducia e serenità. Ci sono riuscito con i dati di fatto, i numeri. Ho chiesto: se in B abbiamo stabilito otto record, perché non dobbiamo credere nell’impresa? La mente nel calcio conta tanto, ho lavorato su quella. Pensavo di mostrare le immagini di qualche grande partita giocata all’andata, poi me le sono tenute da parte per la prossima volta".

''Non mi va di fare il fenomeno, il nostro è un mestiere strano: se vinci sei un genio, se perdi non capisci niente. Ho deciso di difendere a tre perché non avevo terzini, e allora ho messo Improta e Foulon come quinti di centrocampo. E mi sono permesso due centravanti perché se ci fossimo abbassati troppo, non avremmo resistito a lungo. Compatti, corti, ma propositivi''.

"Credevo che potessimo fare bene. Sia chiaro, avrei firmato per il pareggio: i giocatori sono andati oltre la mia immaginazione. Sono felice soprattutto per loro, ricorderanno per sempre di avere battuto Ronaldo. Prima della partita lo hanno premiato per i suoi 770 gol, ho ripensato ai 316 che ho segnato io in carriera: mi sembravano tanti, ma di fronte a lui...".

L'esultanza dei giocatori del Benevento per il gol segnato | Valerio Pennicino/Getty Images
L'esultanza dei giocatori del Benevento per il gol segnato | Valerio Pennicino/Getty Images

Sul suo collega e amico Pirlo ha invece detto: ''Se gli ho parlato? Sì, sono stato un po’ con lui. Non ha bisogno dei miei consigli, comunque gli ho detto di stare tranquillo perché sono passato anch’io da momenti difficili. Il nostro mestiere è così, devi farti scivolare addosso le critiche. Se al Real discutono Zidane che ha vinto tre Champions, e se al Liverpool criticano Klopp, allora va bene tutto''.

Racconta poi un aneddoto avvenuto negli spogliatoi: ''Mi ha fatto particolarmente piacere l’elogio di Andrea Agnelli. È venuto negli spogliatoi dopo la partita, mi hanno chiamato mentre ero sotto la doccia. Voleva salutarmi e complimentarsi, lo conosco da una vita ma mi metto nei suoi panni, dopo avere perso con il Benevento magari hai voglia di andartene subito dallo stadio, di chiuderti da qualche parte. È stato un gran signore".

Infine, parla del futuro della famiglia Inzaghi: ''Di Simone non so, anche se fatico a vederlo lontano dalla sua Lazio. Quanto a me, penso solo a questo nostro scudetto che dobbiamo vincere con il Benevento: la salvezza. Poi parleremo, ma qui sto benissimo. Mi mancava un’esperienza al Sud, il calore della gente è pazzesco. E io mi nutro di questo".

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