Fiorentina, dal calderone del mercato emerge Mayoral: tutto sulle mosse viola

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Le prime voci risalgono all’estate, con una proposta alla Fiorentina da parte dell’entourage che non ha lasciato i viola indifferenti; Mourinho, però, ha voluto trattenere quella che già allora considerava la sua terza punta, e a Firenze è rimasto Kokorin, per una sorta di ultima occasione puntualmente – e tristemente – cestinata. Due mesi e spiccioli dopo la chiusura del mercato estivo, Borja Mayoral è ancora più ai margini della corte dello Special One, e la Fiorentina, alle prese con il caso-Vlahovic, è ancora più bisognosa, se non altro, di un attaccante che opponga un minimo di concorrenza al numero 9 serbo, che pare destinato, a meno di scossoni da parte delle grandissime del calcio europeo, a rimanere fino a giugno. Questo attaccante-sfidante può essere Mayoral, ma non è detto che l’arrivo dello spagnolo chiuda le porte ad altri eventuali acquisti nel reparto offensivo: vediamo nel dettaglio perché. AUTOSTRADA PREFERENZIALE – Di solito si parla di canale o corsia preferenziale, ma in questo caso i rapporti tra Real Madrid e Fiorentina sono talmente fruttuosi, e d’altra parte il giocatore e i suoi agenti sono talmente ben disposti verso la destinazione toscana, che si può tranquillamente allargare la misura. Il procuratore, intanto, è lo stesso che ha portato a Firenze un altro Borja, Valero, in due occasioni; inutile quindi dilungarsi sui buoni trascorsi con la Fiorentina. Inoltre, l’affare estivo che ha portato in riva all’Arno Odriozola in prestito secco, proprio a seguito del “no” all’Atletico Madrid per Vlahovic, ha lasciata aperta una linea di comunicazione molto calda, sia per discutere eventualmente di un’opzione in favore dei gigliati sul terzino, sia per intavolare altre trattative. E la più avanzata è proprio quella che porterebbe Mayoral al Franchi. Problemi particolari non ce ne sono: il prestito biennale alla Roma è ancora in essere, ma non sarebbe la prima volta che un prestito viene, di comune accordo, troncato e ridiscusso con un’altra società. Ci sarebbero da discutere la durata del prestito (giugno 2022 o 2023?) l’ingaggio (tre milioni alla Fiorentina non li prende nessuno, anche se ce n’erano pronti quattro a salire per Vlahovic) e l’importo preciso del diritto di riscatto (sensibilmente minore, spererebbe la Fiorentina, rispetto ai 20 milioni pattuiti con la Roma), ma non sono nodi complicatissimi da sciogliere, una volta accertato che le volontà di tutte le parti in causa, come sembra, combaciano. Oltretutto, particolare non da poco, stiamo parlando di un prestito senza obbligo, il che lascerebbe la dirigenza viola con il budget invernale intonso. ALVAREZ E I SUOI FRATELLI – Di Julian Alvarez si parla ormai da giorni, ora in ottica Fiorentina, ora Milan, le ultime danno anche la Juventus interessata al ragazzo del 2000. Come scrivevamo qualche giorno fa su queste pagine, la Fiorentina, svantaggiata in appeal internazionale e disponibilità per l’ingaggio, può contare sulla longa manus di Burdisso (curiosità: l’agente di Alvarez è lo stesso che gestiva Burdisso quando era calciatore) e sugli ottimi rapporti sia col River Plate, sia tra Martinez Quarta e lo stesso Alvarez, che inevitabilmente si conoscono bene. Non che questa sia una garanzia di riuscita della trattativa, ma diciamo che la strada è un po’ meno ripida, soprattutto vista la concorrenza. Il prezzo? 20-25 milioni, trattabili e frazionabili in base alla riuscita o meno del tentativo del River di prolungare il contratto del giovane attaccante, in scadenza a dicembre 2022, facendo leva sull’approssimarsi dei Mondiali in Qatar. Oltre ad Alvarez, c’è una pista meno battuta, ma decisamente percorribile, che porta ad Arthur Cabral del Basilea, un po’ meno esaltante ma ugualmente mortifero per le difese che affronta, per un prezzo leggermente inferiore; e poi c’è la suggestione Luka Jovic, anche lui dal Real Madrid, che gli corrisponde un assegno da 5 milioni annui: decisamente troppi, qui il Real dovrebbe davvero fare un balzo, più che un passo, incontro alla Fiorentina. ROSSO, BIANCO E (NERO)VERDE – Ci sono poi le piste che piacciono di più a Rocco Commisso, quelle che portano ad attaccanti italiani: non è un mistero che il patron viola apprezzi la svolta tricolore presa da qualche mese, culminata con i sette titolari italiani su undici contro lo Spezia. In quest’ottica, tramontato Belotti che rimarrà a Torino per salutare a zero in estate, rimarrebbero i due del Sassuolo, Scamacca e Raspadori, per i quali l’AD Carnevali ha già chiuso la porta a parole, ma che rimangono in vendita, un po’ come tutta la costosa vetrina neroverde, a fronte dell’offerta che fa saltare il banco: anche qui siamo sull’ordine dei 20 milioni. Non sono tramontate neanche, allargando il discorso ai lati del tridente, le piste Berardi (sempre del Sassuolo, il preferito) e Orsolini (Bologna, l’alternativa low cost e, al momento, anche low quality), per regalare a Italiano – nomen omen – il tanto agognato quinto esterno. Insomma, le soluzioni non mancano, e una volta sciolte le riserve sul futuro di Vlahovic il reparto centravanti della Fiorentina potrà ripopolarsi come si addice ad una squadra in piena zona Europa.

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