Fiorentina, senti Caceres: "Essere grandi vuol dire ragionare come la Juventus"

Martin Caceres ha ben chiaro dove deve migliorare la Fiorentina: "Arriva il Lecce al Franchi e pensi 'chi sono questi' e finisci per perdere...".
Martin Caceres ha ben chiaro dove deve migliorare la Fiorentina: "Arriva il Lecce al Franchi e pensi 'chi sono questi' e finisci per perdere...".

Aria di serie A. Aria d'anticipo. Questa sera, al Franchi, la Fiorentina ospiterà la Roma. Una gara che potrebbe segnare indelebilmente il futuro di Vincenzo Montella, sempre più a rischio. Pronta una maglia da titolare per Martin Caceres che, alla prima annata nel capoluogo toscano, finora ha maturato 13 presenze e 1 goal. Elevandosi, tra il rendimento generale, in termini di prestazioni individuali.


E sulle colonne della 'Gazzetta dello Sport', il 32enne jolly difensivo uruguaiano ha fatto il punto della situazione in casa viola.

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"La proprietà è appena arrivata, Commisso ha grandi idee. Nello spogliatoio ci sono dei giocatori d'esperienza, ma la maggioranza sono giovani. L'obiettivo? Voglio vincere la Coppa Italia".

Caceres, con un passato in tre circostanze diverse alla Juventus, tira proprio in ballo la sua ex squadra come esempio da seguire.

"Trovare la giusta concentrazione contro l'Inter o con la Juve è uno scherzo. Poi, arriva il Lecce al Franchi e pensi 'chi sono questi' e finisci per perdere. Essere grandi vuol dire ragionare come la Juventus. Dopo un secondo che ero arrivato a Torino avevo già capito tutto. E cioè che devi vincere sempre. Poco importa se affronti il Manchester o il Lecce. Ogni gara è una finale".

Costantemente in discussione, Montella trova però nei suoi giocatori la giusta chiave di lettura per uscire dal tunnel.

"Se non avessimo pareggiato con l'Inter, il mister sarebbe stato oggetto di critiche da parte di chi sta fuori dal nostro gruppo. Noi siamo con Montella".

Poi, un passaggio sui difensori che vanno per la maggiore:

"La Juve che ho conosciuto aveva la coppia più forte con Chiellini e Barzagli. Il nuovo arrivato De Ligt mi piace, è un giocatore completo. Il problema è che quando ero un ragazzino a un difensore si chiedeva di limitare l'avversario e nel momenti di difficoltà scaraventare via il pallone. Ora deve saper impostare, saper uscire con il pallone, deve saper marcare. Troppe cose".

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